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Applicata per la prima volta una normativa europea

Corte d'Appello: "Lo Stato risarcisca le vittime di stupratori latitanti"


Corte d'Appello: 'Lo Stato risarcisca le vittime di stupratori latitanti'
11/02/2012, 14:02

TORINO - Sentenza storica, quella della Corte d'Appello di Torino: per lòa prioma volta viene applicata una normativa europea, mai ratificata dallo Stato italiano.
Tutto nasce nel 2005, quando una ragazza rumena di 18 anni era stata sequestrata, picchiata e violentata da due connazionali. SI fa il processo di primo grado e i due vengono condannati ad una pena detentiva e al risarcimento dei danni per 90 mila euro. Ma nel frattempo i due sono latitanti ed irreperibili, quindi alla vittima non spetta alcun risarcimento. Allora ecco la decisione: un processo civile in cui si chiede di applicare una direttiva europea del 2004, che prevede che sia lo Stato a risarcire le vittime nel caso in cui i responsabili siano latitanti, irreperibili o non in condizioni economiche di pagare le vittime. La direttiva specifica però che tale azione di sostituzione è applicabile solo nei casi di crimini violenti, come l'omicidio o lo stupro.
La Corte d'Appello ha dato ragione alla stiudentessa, dimezzando però il risarcimento a 50 mila euro che dovranno essere versati dallo Stato. Respinta la richiesta dell'Avvocatura dello Stato, di non accedere a questa normativa, datoc he già esistono fondi per le vittime di crimini violenti. Ma i giudici hanno stabilito che tali fondi sono limitati a casi particolari: le vittime della mafia, quelle di Ustica o quelle della Uno bianca, per fare alcuni esempi.

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di Antonio Rispoli
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