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Lunardi: "I soldi sono stati pagati da Di Pietro e Rutelli"

Corte dei Conti: "Arcus restituisca i soldi dati a Propaganda Fide"


Corte dei Conti: 'Arcus restituisca i soldi dati a Propaganda Fide'
30/06/2010, 10:06

ROMA - Anche la Corte dei Conti ravvisa gravi irregolarità nel pagamento di 2,5 milioni di euro per il rifacimento del palazzo dove ha sede Propaganda Fide a piazza di Spagna, a Roma, fatto dalla società pubblica Arcus su mandato dell'allora Ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi. Per questo ha inviato un invito a dedurre (cioè un invito a presentarsi davanti alla Corte per dare le spiegazioni del caso) al direttore generale Ettore Pietrabissa, al direttore amministrativo e finanziario Gianluca Colabove e alla responsabile del progetto Francesca Nannelli. Il sospetto dei giudici contabili è lo stesso della Procura di Perugia: il finanziamento era di fatto una tangente o parte di essa per consentire a Lunardi di pagare un appartamento di 720 metri quadri nel centro di Roma 3 milioni di euro anzichè 10.
In particolare ai tre dirigenti viene contestato di essersi accollati spese per lavori che già erano stati eseguiti in passato, dato che i lavori sono iniziati nel 2004, mentre la convenzione tra Propaganda Fide e la Arcus è del 2005. E comunque a tutt'oggi nessuno dei lavori per cui erano stati pagati i soldi è stato effettuato. Infatti il progetto prevedeva l'apertura al pubblico della Pinacoteca, dell'area museale, della cappella dei Re Magi e la biblioteca del Borromini, ma a tutt'oggi nessuno di questi ambienti e fruibile dal pubblico. E per queste riparazioni sono stati fatti due finanziamenti pubblici da 2,5 milioni l'uno, che a questo punto sono poco comprendibili. Per questo ai tre dirigenti sono stati concessi 120 giorni pre presentare le loro controdeduzioni e giustificare queste incongruità.
Dal lato loro, il legale di Lunardi - l'onorevole Gaetano Pecorella, avvocato civilista anche del Presidente del Consiglio - si difende facendo notare che "Il secondo finanziamento è stato erogato su disposizione dei ministri Antonio Di Pietro e Francesco Rutelli e dunque come si fa a sostenere che il mio assistito aveva un interesse privato nella vicenda? Quei soldi erano dovuti perché la metropolitana aveva provocato gravi danni allo stabile che doveva essere ristrutturato".

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di Antonio Rispoli
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