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Prima tegola del 2011 sul dg della Rai

Corte dei Conti: Masi restituisca alla Rai 680 mila euro

Sotto accusa le buonuscite per la Buttiglione e Cappon

Corte dei Conti: Masi restituisca alla Rai 680 mila euro
03/01/2011, 10:01

ROMA - Il 2011 è appena iniziato, ma per Mauro Masi, direttore generale della Rai, sono già guai. Infatti la Corte dei Conti gli chiede di risarcire alla Rai ben 680 mila euro, che costituiscono un danno erariale. Infatti la magistratura contabile contesta a Masi la sua gestione dei pensionamenti anticipati di Angela Buttiglione e Marcello Del Bosco. La prima, ex conduttrice del TG1 e poi direttrice del TG regionale, ha avuto una buonuscita di 515 mila euro per andare in pensione meno di un anno prima dei termini di legge, più 420 mila euro per un patto di non concorrenza della durata di due anni. Discorso simile per Del Bosco, direttore di Radiorai, andato in prepensionamento nell'agosto del 2009 con 435 mila euro di buonuscita e 260 mila euro per un patto di non concorrenza della durata di due anni. E sono proprio le somme di questi patti di non concorrenza che per la Corte dei Conti sono sospetti: se la Rai li ritiene non più capaci, tanto da predisporne il prepensionamento, per quale motivo firmare il patto di non concorrenza?
Ma i rilievi contro Masi non si fermano qui. Sotto accusa ci sono anche una serie di persone che sono stati praticamente cacciati dalla Rai o semplicemente messi fuori ruolo, senza alcuna giustificazione. Queste persone hanno fatto cause di lavoro contro l'azienda di Stato con lla certezza quasi assoluta di vincere, dato il comportamento palesemente contrario alle leggi adottato da Masi. E qui si possono fare i casi di Paolo Ruffini, direttore di Raitre prima estromesso dal suo posto e poi reintegrato con una sentenza del Tribunale, che ha conseguito il suo stipendio anche nel periodo intercorso tra la rimozione e il reintegro (cosa che dimostra quanto Masi sapesse che il suo agire era legalmente sbagliato, ndr). Oppure quello di Claudio Cappon, per cui è stato deciso il cambio di posizione, ma senza fare alcuna ricollocazione, prima che quest'ultimo decidesse di fare una causa con sentenza sfavorevole alla Rai. Insomma, secondo la Corte dei Conti, Masi ha dato il via a tanti ricorsi, costosi per l'azienda e votati al sicuro fallimento.

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di Antonio Rispoli
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