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No della Questura ma "scendiamo in piazza lo stesso"

Corteo Casapound vietato ma i militanti manifestano lo stesso


Corteo Casapound vietato ma i militanti manifestano lo stesso
27/04/2010, 20:04

ROMA - Loro, i ragazzi di Casapound e Blocco Studentesco, vogliono continuare a rivangare glorie passate mai veramente esistite, ripetendo a memoria slogan privi di senso di un movimento politico (quello fascista) vietato dalla Costituzione. Gli altri, i ragazzi dei cosiddetti centri sociali, portano avanti una battaglia vecchia di 30-40 anni in nome di un ideale "rosso" altrettanto ammuffito e sbiadito che è fuori dal tempo e dallo stesso tessuto socio-economico. La questura di Roma, volendo evitare l'ennesimo patetico scontro tra fazioni che sventolano bandiere fantasma, aveva saggiamente invitato un rappresentante di Blocco Studentesco a rinunciare alla manifestazione del prossimo 7 maggio.
Il motivo, ovviamente, era quello di scongiurare scontri violenti in stile anni 70 tra persone che potrebbero impiegare energie e tempo in maniera decisamente migliore. E invece? I ragazzi di "destra" non mollano e decidono di scendere lo stesso in piazza, la Questura così passa dal "suggerimento" al divieto formale ma non ottiene l'effetto sperato: quelli di Casapound confermano ancora che il 7 maggio sfileranno nonostante il divieto poichè, quella delle autorità romane "è una decisione che naturalmente non possiamo accettare: in piazza il 7 ci saremo comunque, perché accettare questo divieto equivale a sottomettersi alla violenza e all`ingiustizia, e noi non possiamo certo permettere che siano i violenti, i prepotenti, gli arroganti fautori del pensiero unico a decidere, a colpi di intimidazioni, quando e come dobbiamo manifestare, imponendo alle istituzioni la loro volontà a furia di minacce".
Si lotta sempre contro la violenza, l'ingiustizia e si impone la propria dittatura esigendo l'apertura democratica altrui: una tecnica utilizzata in maniera fin troppo plateale dai movimenti estremisti di destra e di sinistra che, nel 2010, non sono ancora stanchi di darsi sterile battaglia. Così, una delegazione di Blocco studentesco, insieme al deputato del Pdl Francesco Aracri e ai due consiglieri capitolini Ugo Cassone e Luca Gramazio, si recherà addirittura a disturbare il ministro dell'Interno Roberto Maroni in persona. I ragazzi promettono di avere un dossier con i fiocchi da consegnare al leghista. Un dossier dove si descrivono tutti i vili attacchi subiti dai "comunisti" resuscitati dall'ottusità di chi rifiuta la storia e si dimentica così di vivere il presente.
Ovviamente, anche le formazioni di Sinistra annunciano che faranno ricorso a Maroni per spingerlo a rendere definitivo ed irrevocabile il divieto a manifestare per i ragazzi d'estrema destra. E di sicuro, in tempi così delicati, il ministro sarà incredibilmente felice di dover fare da balia a gruppi di estremisti incagliati ai tempi delle contestazioni studentesche.

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di Germano Milite
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