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Corteo Cobas-Fiom a Torino: il segretario nazionale della Fiom buttato giù dal palco


Corteo Cobas-Fiom a Torino: il segretario nazionale della Fiom buttato giù dal palco
17/05/2009, 13:05

Una  vera e propria aggressione quella messa in atto dai Cobas nei confronti del segreterario nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini, tirato giù dal furgone-palco durante la manifestazione nazionale dei lavoratori Fiat organizzata a Torino per chiedere certezze per il futuro degli stabilimenti italiani in seguito all’accordo con Chrysler e Opel. Il corteo di circa 10mila lavoratori con in testa gli operai di Pomigliano D'Arco e Termini Imerese, è partito dallo stabilimento di Mirafiori e si concluso davanti agli uffici di Sergio Marchionne al Lingotto tra mille polemiche, segnando una profonda spaccatura all'interno delle sigle sindacali. Quando il leader della Fiom ha preso la parola davanti ai cancelli di Mirafiori è scattata una contestazione da parte di alcuni manifestanti che hanno tirato giù dal palco Rinaldini con strattoni e calci. Immediata la reazione del servizio d'ordine Fiom che ha allontanato gli aggressori. Nei disordini è stato colpito anche il segretario Uilm Peverati. Grazie all'intervento delle forze dell'ordine, Rinaldini ha potuto concludere il comizio, seppure in un clima di grande tensione. Molte le reazioni alle contestazioni nel mondo politico, a cominciare da quella dello stesso segretario generale della Fiom che ha definito l’episodio “deplorevole” e “costruito in modo organizzato, che non può in alcun modo oscurare la grande manifestazione che si è svolta oggi a Torino e soprattutto non può oscurare il suo significato, la grande unità dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat, dal Sud al Nord del Paese”. “Si è trattato – ha aggiunto Rinaldini - di un'aggressione di alcuni teppisti dello Slai Cobas che aveva come unico scopo quello di oscurare le nostre richieste di confronto per difendere gli stabilimenti dalla chiusura. Hanno reso un ottimo servizio alla Fiat, dato che diventerà quella la notizia di oggi." Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha espresso in una nota solidarietà a Rinaldini descrivendo l'accaduto con parole dure: "Un fatto grave che deve farci riflettere tutti. Non ci possono essere giustificazioni in questi casi. L'esasperazione e le legittime preoccupazioni dei lavoratori per i rischi occupazionali non possono degenerare in episodi di vero e proprio squadrismo organizzato. Queste frange violente non c'entrano niente né con il sindacato né fanno gli interessi dei lavoratori. Purtroppo - conclude Bonanni - c'è chi sta soffidando sul fuoco della crisi per esasperare i toni."


 

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di Redazione
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