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Un vero e proprio atto di accusa alla giustizia

Cosa Nostra: per i giudici di Firenze lo Stato trattò

Ci furono rapporti, improntati su un “do ut des”

Cosa Nostra: per i giudici di Firenze lo Stato trattò
13/03/2012, 09:03

FIRENZE – Una trattativa tra mafia e Stato negli anni Novanta “indubbiamente ci fu”: la Corte d’assise di Firenze non sembra averne dubbi e lo scrive a chiare lettere nelle motivazioni della sentenza, con cui ha condannato all’ergastolo il boss Francesco Tagliavia per la strage di via dei Georgofili.
Le parole dei giudici fiorentini vanno ad aggiungere un nuovo tassello al già tragico puzzle della ricostruzione delle stragi mafiose del ’93: per loro, non solo è una certezza che lo Stato abbia quantomeno cercato di avviare negoziati con Cosa Nostra, ma soprattutto ad assumere l’iniziativa, improntata su un “do ut des”, sarebbero stati rappresentanti dello Stato stesso e non gli uomini di mafia. L’obiettivo era quello di trovare un’intesa con Cosa Nostra per far cessare la sequenza delle stragi nel Paese.
Va da sé che le oltre 500 pagine della sentenza depositata dalla Corte d’assise di Firenze sono un vero e proprio atto di accusa alla gestione della giustizia, a chi, tra soggetti di spiccato profilo istituzionale, doveva sapere o pur sapendo non ha fatto nulla affinchè ciò non accadesse. Il riferimento va agli ex ministri Nicola Mancino e Giovanni Conso, entrambi chiamati come testimoni al processo: Mancino a febbraio “ha negato di essere stato a conoscenza di una trattativa” che lui, comunque, avrebbe respinto. In altre parole, dall’accusa mossa dai giudici fiorentini viene fuori un “quadro disarmante”, che proietta nuove ed ampie zone d’ombra sull’azione dello Stato nella vicenda delle stragi mafiose.
 La corte non ha invece trovato riscontri sull’ipotesi che la nascente Forza Italia, sia stata “mandante o ispiratrice delle stragi”, ma non esclude che la mafia abbia visto il nuovo partito come “una chance per affrancarsi dalla precedente classe dirigente in declino”, e anche che “un canale di interlocuzione si fosse aperto” con il nascente partito, “o anche solo con alcuni suoi esponenti di rilievo”.

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di Antonio Formisano
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