Cronaca / Soldi

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Cosa sta accadendo in Africa, cosa accadrà nel resto dell'occidente?

Il presente dell'africa, il futuro del mondo "ricco"

Cosa sta accadendo in Africa, cosa accadrà nel resto dell'occidente?
07/03/2011, 20:03

Cosa sta accadendo sul serio nel Nordafrica? Da cosa è stata scatenata la rivolta che coinvolto in rapita successione Tunisia, Egitto, Marocco e Libia? Cosa accadrà nei prossimi decenni all'Occidente? Se lo scrivente credesse di avere le risposte inconfutabili e puntuali a queste tre domande epocali, peccherebbe sicuramente di arroganza e, ovviamente, deciderebbe di scrivere un libro.
Di sicuro, però, ad un attento osservatore certi dettagli appaiono lampanti e descrivibili in maniera agevole. In primis, senza avventurarsi nella dietrologia tradizionale, c'è da riscontrare il primo dato innegabile: in paesi come Libia, Egitto, Tunisia e Marocco, la percentuale di giovani è altissima; di gran lunga superiore ai cittadini che hanno superato gli "anta". Ciò significa automaticamente che ogni sommovimento sociale è molto più facile da fomentare e favorire rispetto a realtà gerontocratiche e moribonde come quella italiana (ed europea in generale).
Sempre senza voler giocare al piccolo complottista, si può scorgere l'altra miccia che ha fatto detonare una rivolta così capillare e profonda: l'espandersi dei nuovi mezzi di comuncazione-interazione di stirpe occidentale. Internet ed in particolare i social network 2.0 come Facebook e Twitter, hanno fatto da autentici link tra i paesi e le realtà ricche ed opulente e gli stati che patiscono ancora regimi semi o totalmente dittatoriali.
In altri termini: gli occidentali hanno smesso di vivere la propria ricchezza in maniera esclusiva ed hanno offerto al resto del mondo "in via di sviluppo" l'opportunità di osservare (e desiderare) le "attrazioni" del capitalismo e di una parte di mondo che, con tutte le sue contraddizioni piccole e grandi, le sue suggestioni di massa ed i suoi illusionismi perpetui, riesce ancora a mostrare una parvenza di assetto democratico e libero.
Non è un caso, tra l'altro, che i governi minacciati dai ribelli pensassero prima di tutto ad oscurare proprio facebook, youtube e la rete in generale. I colonizzatori d'Occidente, dunque, hanno consegnato ai colonizzati uno specchio che permette di osservare tutto ciò che l'imperialismo capitalista ha fino a qualche decennio fa abilmente  nascosto.
Cosa stia sul serio accadendo in Africa ed Asia è obiettivamente difficile da comprendere; così come è obiettivamente difficile conoscere la verità sui principali stravolgimenti globali che vedono intersecarsi e sovrapporsi innumerevoli interessi, macchinazioni, strumentalizzazioni e distorsioni. I tradizionali mezzi di comunicazione , spesso in totale malafede e a volte per reale carenza di professionalità e dedizione, non riescono difatti a fornire notizie e racconti scevri da particolari "rigonfiamenti", censure ed artate suggestioni.
Il collaudatissimo meccanismo socio-economico e finanziario che per secoli ha tenuto il mondo nelle mani di pochi, sembra però perdere pezzi sempre più importanti. Negli States, non a caso, l'informazione on-line di cui usufruiscono ventenni e trentenni, ha superato quella televisiva e cartacea e sancito il trionfo dei cosiddetti "new media".
"Internet è il futuro", sostiene inconsapevole e pappagallesco più di qualche politico nostrano; non rendendosi conto che il web in altri paesi meno allergici al nuovo è il presente da almeno un decennio e che, nel 2011, non basta più snocciolare discorsi alla "diamo spazio ai giovani"; radicandosi saldamente alla poltrona per lasciarla solo dopo morti.
E allora? Per quanto altro tempo avranno senso gli egoistici ed ottusi appelli leghisti a "respingere i clandestini"? Per quanto altro tempo il prezzo della benzina potrà salire senza causare un massiccio blocco della circolazione? Per quanto altro tempo il paffuto occidente potrà sedersi a tavola ed ingozzarsi mentre il resto del mondo che muore di fame osserva l'opulenta cena da finestre un tempo chiuse ermeticamente? Sicuramente poco. Un "poco" che è difficile da quantificare con precisione e certezza ma che, molto probabilmente, prima o poi diverrà "adesso" per tutti coloro che oggi hanno 0-10-20-30 e 40 anni e moriranno di morte naturale.
Per questo bisogna insegnare da subito un nuovo tipo di cultura anti-sperpero e, soprattutto, anti-avidità. Sarebbe bene che le attuali e soprattutto le future generazioni occidentali e non accettassero il fatto che, molto presto, il superfluo andrà abbandonato in nome di qualcosa di più profondo e meno schiavizzante del denaro. Ai più scettici, a quelli più restii ad accettare l'idea che tutto o molto possa cambiare e stravolgersi nel giro di poco, basterebbe citare il grande ed apparentemente invincibile impero-sistema Romano.
Se qualcuno si fosse recato da Cesare a dirgli che tutta quell'infinita potenza sarebbe decaduta e sfumata nel giro di poco, quasi sicuramente, sarebbe stato preso per matto. Eppure, oggi, di quella grandiosa civiltà non restano che ruderi, splendide sculture, eccelse opere letterarie e gloriose rievocazioni storiche. Del resto, l'impero che sta per finire, tracolla proprio perchè incapace di rendersene conto.

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di Germano Milite
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