Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Vademecum su cosa avviene per davvero nei Tribunali

Cosa succede durante un processo penale?


Cosa succede durante un processo penale?
19/03/2011, 16:03

In questi giorni sento spesso raccontare in TV delle sciocchezze da parte di persone che riferiscono come vere cose mai accadute (se non in casi rarissimi) in Tribunale. Vediamo quindi cosa avviene quando inizia la prima udienza di un processo, dopo che una persona è stata rinviata a giudizio.
La prima fase è quella delle "questioni preliminari": gli avvocati o il Pm fanno presente eventuali problemi burocratici o legali che rischiano di invalidare il processo. Si va dalla notifica mai consegnata oppure non consegnata alla persona giusta o nei tempi giusti, alla richiesta di far celebrare il proecsso presso un altro Tribunale, all'eventuale eccezione di incompatibilità per il Giudice. Se si tratta di un processo a citazione diretta o con rito immediato (cioè senza passare per l'udienza preliminare) si può anche chiedere di accedere ai riti alternativi: patteggiamento (pena concordata tra Pm e imputato, con sconto della pena fino ad un terzo), rito abbreviato (processo fatto sulla base degli atti già in possesso del Pubblico Ministero, senza sentire testimoni, salvo casi eccezionali; anche in questo caso, l'imputato, se condannato, ha uno sconto di un terzo sulla pena) oppure oblazione (per i reati minori: si può pagare una multa ed estinguere il reato).
Finita questa fase, il Giudice apre il dibattimentoe quindi le parti (prima il Pubblico Ministero, poi le Parti Civili ed infine le difese) presentano le prove che intendono utilizzare per dimostrare le loro tesi. In teoria vanno presentate tutte adesso, ma alcune prove documentali vengono poi prodotte durante il processo. Inoltre il Giudice, se le ritiene essenziali, può ammettere nuove prove (documenti o testimoni) durante il processo; ma devono essere assolutamente indispensabili.
A questo punto comincia l'esame dei testimoni: come sempre prima il Pm, poi le Parti Civili ed infine le Difese. Prima dell'esame dei testi della difesa, se viene richiesto, ci può essere l'esame dell'imputato: a differenza dei testimoni non presta il giuramento di dire la verità e non è tenuto a farlo; ma ovviamente la credibilità di ciò che dice è molto minore. Finiti tutti i testimoni (compresi eventuali consulenti tecnici - cioè tecnici nominati dalle parti - o periti, cioè tecnici nominati dal Giudice), il Pm fa la propria requisitoria, in cui chiede di condannare l'imputato (o di assolverlo, se ha questa convinzione); poi le parti civili e le difese con le rispettive arringhe. Infine il Giudice va in Camera di Consiglio per la sentenza.
Quindi se si tratta di un processo ordinario, va via tutto nel giro di un'ora, o anche due o tre. I problemi sorgono quando l'avvocato comincia ad usare tecniche dilatorie, puntando alla prescrizione: capita allora il testimone che non è stato citato o che manda un impedimento; l'imputato che manda un certificato medico o un altro legittimo impedimento; l'avvocato stesso che ha altri impegni; e così via. Se il giudice non è in grado di dimostrare che si tratta di una cosa fatta apposta, deve rinviare il processo. Poichè ogni giudice ha aperto contemporaneamente centinaia di fascicoli (al sud più frequentemente sono migliaia), deve rinviare ad almeno 2-3 mesi di distanza, di solito; ma possono diventare anche 6 mesi, a seconda del carico di lavoro. I tempi possono essere più ravvicinati solo se si tratta di un processo vicino alla prescrizione; ma in questo caso significa solo spostare altri processi a date future.
Come si vede, quando si dice - come fa il governo e come fanno molti giornalisti - che colpendo giudici e Pubblici Ministeri oppure con leggi come quella sul processo breve si accelerano i processi, si racconta una favola. Anzi, una legge come il processo breve, incentiverà gli avvocati a perdere tempo, per far inciampare in processi anche prima della prescrizione così come è congegnata oggi. Se si vuole velocizzare il processo, senza ridfurre i diritti dell'imputato, paradossalmente si deve percorrere la strada opposta: per esempio fissare che la prescrizione vale solo fino al rinvio al giudizio, non oltre. In questa maniera perdere tempo non ha più senso per avvocati ed imputati. Così come si potrebbe velocizzare il processo obbligando tutti gli avvocati ad avere la posta certificata (ma una che funzioni meglio di quella varata dal Ministro Brunetta, che dà più problemi che risultati). In questa maniera almeno per gli avvocati non ci sarebbero problemi di notifica e quindi meno cause di rinvio.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©