Cronaca / Sanità

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Il coordinatore del Pdl: “Sinergia tra pubblico e privato"

Cosentino ‘assolve’ Montemarano: “Non è colpa sua”


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Cosentino ‘assolve’ Montemarano: “Non è colpa sua”
24/03/2010, 17:03

NAPOLI – Sanità, si riparte da zero. Si rimescolano le carte, tornano vecchi nomi, si cambia decisamente rotta per cercare di recuperare il recuperabile, nella speranza di rilanciare un settore che in Campania spesso fa notizia ma in negativo. Uno dei progetti, illustrato da Cosentino, mira alla costruzione di una rete forte che unisca le strutture sanitarie pubbliche e quelle private, in modo da farle lavorare in sinergia, ovviamente a vantaggio dell’utente. “La sanità, - ha spiegato Cosentino, - non è né pubblica né privata, è per il cittadino”. Investendo sul privato, si potrebbe ottenere un valido supporto alle strutture che da anni sono in affanno, snellendo il loro lavoro e soprattutto mettendo a disposizione dei pazienti delle professionalità che finora venivano viste quasi relegate dietro la barriera dell’ospedalità privata.
Sarà necessario, ovviamente, anche lavorare per recuperare quanto finora non è stato fatto: razionalizzazione delle risorse, taglio agli sprechi (e non alle spese necessarie), elaborazione di un piano organico che apra le porte a nuove assunzioni.

Al convegno che si è tenuto all’hotel Excelsior, Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl e Sottosegretario all’Economia, ha stretto la mano all’ex Signore della Sanità campana, l’ex assessore regionale Angelo Montemarano. Un incontro che poteva sembrare quello tra due vecchi amici, con tanto di fotografia e bacio a suggellare l’accordo. Un incontro che, fino a poche settimane fa, sembrava impossibile. Proprio lui, l’ex assessore che per anni è stato indicato dal centrodestra come il simbolo della sanità che non funziona. Lui, che spesso veniva indicato come il male assoluto che azzoppava l’intero settore.

“Il capo vero”, così Cosentino definisce Montemarano, sorridendogli e guardandolo mentre, seduto in prima fila, applaude ai progetti targati Pdl. E il sorriso di risposta non si fa attendere. Specie quando Cosentino, elencando le colpe del centrosinistra, parla dei tagli indiscriminati che hanno disastrato la sanità campana.
E in sala, all’Excelsior, era presente tutto il piccolo esercito di fedelissimi di Montemarano. Primari, medici, politici. Tutti presenti ad un convegno del Pdl, ad applaudire le parole di Nicola Cosentino.
Cambia il vento, si potrebbe dire. E si tratta di una folata che era già nell’aria. Nelle stanze del potere della politica campana, nelle ultime settimane, si mormorava infatti che Angelo Montemarano fosse pronto ad abbandonare il suo vecchio partito per passare tra le fila di un partito del centrodestra. Passaggio non avvenuto, ma non si può negare che un occhiolino ci sia stato. Davanti ai giornalisti, Montemarano spiega: “Sono di sinistra, sono venuto a sentire il programma, da tecnico non da politico, avendo risposte rassicuranti”.

Per Cosentino, Montemarano non ha colpe di quanto accaduto. E’ stato, quasi, travolto dagli eventi. “Se le cose non sono andate per il verso giusto, - ha dichiarato, - certo non è attribuibile a lui la responsabilità”.
Ma Angelo Montemarano non è l’unica presenza anomala registrata nell’hotel napoletano. C’era, per esempio, anche Gennaro D’Auria, ex manager dell’Asl Napoli 5, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul contenzioso dell’azienda sanitaria stabiese. E poi c’è anche Giuseppe Matarazzo, ex direttore sanitario aziendale del Cardarelli, attualmente al San Giovanni Bosco. Una rimpatriata in terra nemica, o il segno che il gotha della sanità regionale è sul punto di passare dall’altra sponda del fiume?

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di Nico Falco
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