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Probabilmente il movente è la vendetta per un altro delitto

Cosenza, agguato in casa: madre e figlia uccise a fucilate


Cosenza, agguato in casa: madre e figlia uccise a fucilate
17/02/2011, 09:02

SAN LORENZO DEL VALLO (COSENZA) - Ieri sera nel Cosentino due donne, madre e figlia rispettivamente di 46 e 26 anni, sono state uccise a colpi di arma da fuoco da ignoti che si sono introdotti nella loro abitazione, un appartamento in una zona di case popolari. Colpito alla spalla e al bacino, nell'agguato è rimasto ferito in maniera piuttosto grave anche un altro figlio, di 20 anni. In casa c'era anche il marito e padre delle vittime, ma l'uomo è riuscito a salvarsi. Pare, infatti, che mentre l'uomo stava dormendo in camera da letto i sicari non si siano accorti della sua presenza e che, terminata la loro missione, gli assassini siano fuggiti a bordo di una Audi A4 a cui, poi, hanno dato fuoco. L'auto è stata successivamente ritrovata dai carabinieri vicino ad un distributore di carburante. Al suo interno sono stati trovati anche un fucile, una mitraglietta e una pistola, che verranno sottoposti ad esame balistico.

Gli investigatori ritengono che il movente del duplice delitto sia la vendetta per un altro assassinio. Le due vittime, infatti, Barbara Intrieri e Rosellina Intrieri, erano rispettivamente la cognata e la nipote di Aldo De Marco, un commerciante che lo scorso 17 gennaio ha ucciso Domenico Presta, un ragazzo di 22 anni, figlio di Franco Presta, latitante legato alla 'ndrangheta su cui grava una condanna a cinque anni di reclusione per estorsione e usura. L'omicidio di Domenico Presta fu consumato a Spezzano Albanese, a pochi chilometri da San Lorenzo del Vallo, al termine di una lite per un parcheggio. In realtà i rapporti tra Presta e De marco, l'uno gestore di un negozio d'abbigliamento, l'altro titolare di un laboratorio di riparazioni di elettrodomestici, erano tesi da tempo, ma le liti si erano acuite a causa del problema relativo all'utitlizzo del parcheggio. La parentela tra le due donne e l'assassino di Presta, secondo i carabinieri, non può essere casuale. Se così non fosse, non sarebbe possibile trovare spiegazione alla violenza e alla determinazione con cui hanno agito i sicari, il cui obiettivo era unicamente quello di uccidere.

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di Vanessa Ioannou
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