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Il naufragio più costoso della storia

Costa Concordia, 15 milioni di danni


Costa Concordia, 15 milioni di danni
07/06/2012, 19:06

ISOLA DEL GIGLIO – L’incidente navale più costoso della storia. È così che viene definito durante l'assemblea degli azionisti del 26 marzo scorso dal presidente Pier Luigi Foschi il naufragio della Costa Concordia, secondo il verbale della riunione consultato da Radiocor. L'incidente, avvenuto il 13 gennaio scorso al largo dell’Isola del  Giglio, ha provocato 32 vittime. Per quanto riguarda i costi, la società dovrà pagare circa 15 milioni di euro.
Una cifra alquanto elevata ma pur sempre inferiore ai 19 milioni di euro spesi nel  2012 dalla società per l'incidente della Costa Allegra, avvenuto a fine febbraio al largo dell'Oceano Indiano. Il dramma della Concordia, si legge sul verbale, “sarà considerato probabilmente come il disastro navale più costoso mai successo al mondo (tra il valore della nave stessa, coperto dagli assicuratori, corpo e macchine ed il P&I (Protection & Indemnity insurance, ndr) che copre la responsabilità civile e conto terzi.  Gli assicuratori dovrebbero pagare tutti i danni, inclusa la perdita totale della nave (constructive total loss) in quanto il loro ammontare eccede il valore assicurato della nave”. Nell'esercizio chiuso a novembre 2011, che non incorpora gli effetti dell'incidente, Costa Crociere ha registrato un calo di circa il 17 % rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda l'incendio che ha coinvolto Costa Allegra, non ci sono stati feriti o danni ai passeggeri e al personale e circa il 70% degli ospiti ha continuato la vacanza negli hotel delle Seychelles a spese della società ma, si legge nel comunicato, “la nave è stata comunque ritirata dalle operazioni e nell'esercizio 2012 verrà rilevata la svalutazione del valore della nave e l'impatto previsto a conto economico nell'esercizio 2012 è di circa 19 milioni di euro. La nave Costa Voyager verrà utilizzata in sua sostituzione”.
Nonostante gli incidenti peseranno non poco sui conti dell'esercizio in corso, per il 2012 la società stima una riduzione dell'utile operativo di 300-400 milioni di euro. Tra i costi, ci sono ovviamente gli indennizzi previsti per i passeggeri, pari a 11mila euro a persona, quelli più elevati per chi ha subito danni maggiori, gli indennizzi per il personale. Per il mercato assicurativo e riassicurativo, secondo un rapporto di Moody's sugli effetti sul settore, il naufragio della Concordia comporterà richieste di rimborso che potrebbero alla fine raggiungere il miliardo di dollari.
Oltre alle assicurazioni, a pagare c'è anche la Carnival, che controlla la costa per il 99,97% ed è un colosso da 14,5 miliardi di fatturato all'anno. La compagnia ha chiuso il primo trimestre del 2012 con 139 milioni di dollari di perdite e tagliando dell'82% le stime sull'utile per l'intero anno. Inoltre, come hanno spiegato i manager nella conference call dei primi tre mesi, si prevedono 100 milioni di dollari di perdite per il marchio costa nel 2012.
A pesare sui numeri di Carnival ci sono le “spese di 29 milioni di dollari per l'incidente della Concordia” e costi per 34 milioni di dollari, relativi all'incendio scoppiato su Costa Allegra. Nel primo trimestre 2012 la compagnia include un recupero assicurativo di 515 milioni di dollari, pari a 384 milioni di euro “che controbilancia la cancellazione del valore di Concordia”, per la quale è stata dichiarata la perdita totale. All'indomani del disastro, Carnival aveva già stimato, una volta tenuto conto delle coperture assicurative, fino a 175 milioni di dollari di profitti persi, ma i numeri aggiornati per il gruppo si avranno a breve con la seconda trimestrale.

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di Erika Noschese
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