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L'allarme della compagnia di navigazione

Costa Concordia: fate presto, pericolo inabissamento

Recupero del relitto entro il 2013

Costa Concordia: fate presto, pericolo inabissamento
18/05/2012, 18:05

Bisogna fare presto. La Costa Concordia non resterà così a lungo, tra le profondità del mare e le onde: “L’integrità strutturale del relitto è minacciata”. Non usa giri di parole la relazione ambientale di Costa Crociere,  in merito alle operazioni di recupero della nave naufragata all’isola Giglio. Lo ha riportato il quotidiano Il Tirreno. Lo scafo è apparentemente immobile, coricato su un fianco come quando è avvenuta la tragedia: eppure si sta progressivamente deformando e potrebbe inabissarsi “probabilmente entro un anno”, si legge nella relazione.
Non si riescono nemmeno a prevedere le conseguenze di questo scivolamento: “ L’elevato numero di variabili di incerta definizione - si legge ancora - rende non esattamente prevedibile quali danni si avrebbero sul corpo della nave e quindi quali conseguenze in termini di rilascio di sostanze inquinanti”. Si sfiora la catastrofe ambientale, insomma. Il pericolo non è imminente, ma c’è: lo ha fatto presente il capo della Protezione civile Franco Gabrielli durante la conferenza stampa di presentazione del progetto per la rimozione dello scafo. “Il termine per la messa in sicurezza della nave affinché non scivoli più in basso è il prossimo 31 agosto: comportamenti di un certo tipo - ha ribadito - sono nelle probabilità e la nave non sarà più un problema solo quando la vedremo allontanarsi dal Giglio. In ogni caso bisogna stare attenti a dire che la nave sta per distruggersi o andare a fondo, perché è una cosa che incide pesantemente sull'economia del territorio: gli abitanti del Giglio meritano rispetto”, ha ribattuto Gabrielli.
L'OPERAZIONE RECUPERO ENTRO IL 2013 - Intanto, la Micoperi, l'azienda italiana che con l'americana Titan Salvage (leader mondiale nel recupero dei relitti) ha costituito un consorzio per eseguire i lavori, assicura che sarà tentato il tutto per tutto e il relitto verrà recuperato entro l'anno prossimo. Le fasi operative, è stato annunciato, saranno quattro e partiranno la settimana prossima con i carotaggi per la posa in mare dei pali.  Poi la stabilizzazione della nave. Sarà in seguito costruita una piattaforma subacquea e al lato della nave saranno applicati cassoni capaci di contenere acqua. Due gru fissate alla piattaforma raddrizzeranno la nave con l'aiuto del riempimento dei cassoni d'acqua. Una volta dritta saranno applicati cassoni anche all'altro lato della nave. Poi i cassoni saranno svuotati dall'acqua - non prima però di averla opportunamente trattata e depurata a tutela dell'ambiente marino - e, successivamente, riempiti di aria. Il piano prevede misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell'isola del Giglio. La base operativa sarà fuori dall'isola, a Piombino, dove saranno raccolte le apparecchiature e i materiali necessari per gli interventi, per minimizzare l'impatto sulle attività del porto turistico dell'isola del Giglio già ferita dal naufragio della Costa Concordia.

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di Gaia Bozza
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