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IN ALLEGATO L'ORDINANZA INTEGRALE DEL GIP

Costa Concordia, Schettino ammette "Ho cambiato rotta"

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La difesa: "Mai prima così vicino alla costa"

Costa Concordia, Schettino ammette 'Ho cambiato rotta'
18/01/2012, 21:01

GROSSETO - La «condotta colposa contestata al comandante Francesco Schettino» è evidenziata anche dal fatto che «mediante una manovra gravemente imprudente» ha avvicinato «la nave da crociere Costa Concordia eccessivamente al tratto costiero dell'Isola del Giglio, con un cambiamento della rotta ordinaria nella cosiddetta rotta per navigazione turistica». Lo scrive nell'ordinanza il Gip di Grosseto Valeria Montesarchio, rilevando che proprio questo avvicinamento eccessivo alla costa «cagionava l'impatto con un grosso scoglio costiero che determinava una falla del fondo del natante».  «La deviazione di rotta e l'accostamento a 0,28 miglia di distanza marina dalla costa dell'Isola è stata ammessa anche dallo stesso comandante Schettino nel corso dell'interrogatorio di garanzia, affermando di essersi accorto unicamente mediante i suoi riflessi visivi che vi era uno scoglio in sporgenza con il quale la nave andò ad impattare sul fondo». Lo scrive in un passaggio dell'ordinanza il gip di Grosseto Valeria Montesarchio, che parla di «evidente ed indiscutibile grave imprudenza e imperizia che ha connotato la condotta dell'indagato nel momento in cui pose in essere la manovra sconsiderata appena menzionata». Quanto al «pericolo di inquinamento probatorio deve rilevarsi che quanto inizialmente evidenziato dalla pubblica accusa in ordine alla presunta intenzione da parte del comandante di asportare in qualche modo il Voyager data recorder (Vdr) della nave è smentito agli atti nel documento 170, annotazioni di pg del Cf De Falco, che precisa di possibile fraintendimento di una informazione data sul punto». Lo precisa il gip Montesarchio, che interviene in merito così sul pericolo che Francesco Schettino volesse rubare per manometterla la scatola nera della nave. Infatti, scrive il Gip il comandante De Falco afferma che «a seguito del contatto intercorso tra il responsabile della compagnia, il signor Mattesi Paolo presente in sala operativa e il comandante Schettino, si decise di inviare altra persona, successivamente individuata nell'ufficiale Pellegrini Martino, perchè il comandante non appariva essere lucido».

La difesa.
«Non era mai stata fatta prima da Schettino quella manovra» presso l'Isola del Giglio, ha detto in una conferenza stampa l'avvocato difensore Bruno Leporatti riferendosi al passaggio vicino all'isola- «È oggettivo dire che si tratta di una manovra scellerata e che comunque io definirei giuridicamente imprudente». Secondo quanto precisato successivamente dall'avvocato Bruno Leporatti, rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa, lo stesso legale ha puntualizzato che «la definizione del gip, secondo il quale la manovra è stata scellerata, è un aggettivo riferibile al giudizio di chi lo scrive, cioè al gip stesso. Mentre io - ha ribadito l'avvocato - la definirei una manovra giuridicamente, forse, imprudente». 
Intanto a Piana di Sorrento, residenza di Schettino è apparso uno striscione: «Comandante non mollare». E’ stato affisso poche ora fa davanti la casa del comandante della Costa Concordia. A realizzare lo striscione, scritta blu in campo bianco, un gruppo di ragazzi del posto che spiegano di non conoscere il comandante personalmente: «Abbiamo messo questo lenzuolo per dargli un messaggio e dirgli che gli siamo vicini. La sua gente starà con lui». I giovani aggiungono: «Non mettiamo in dubbio che abbia sbagliato ma vogliamo difendere la persona dai continui attacchi di cui è vittima».

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di Valerio Esca
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