Cronaca / Giudiziaria

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14 indagati, ipotesi di bancarotta fraudolenta

Crac da 100 milioni per i giganti dei surgelati


Crac da 100 milioni per i giganti dei surgelati
05/06/2012, 18:06

ROMA - Congelati i beni della Malavolta Corporate in Italia. Indagati per un crack da 100 milioni. La società, leader nella produzione e distribuzione di prodotti da forno surgelati, è nella bufera: tra le persone rinviate a giudizio nell'ambito di un'inchiesta del nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Roma ci sono quattro membri della famiglia Malavolta, compreso il fondatore Aristide Romano. L'ipotesi di reato principale è bancarotta fraudolenta distrattiva del patrimonio di sedici società appartenenti al gruppo imprenditoriale. Complessivamente gli indagati sono 14, tra cui Annalisa Pizzetti, la moglie di uno dei fratelli Malavolta, sospettata di riciclaggio, e alcuni professionisti: due commercialisti e dipendenti che facevano da prestanome. Sette società sono invece state posto sotto sequestro, così come alcuni beni immobili a Roma e a Cortina. Le indagini erano partite nel 2008, proprio dal fallimento della Malavolta Corporate Spa, leader nazionale nella produzione e distribuzione di prodotti da forno surgelati per conto di grandi marchi, come Findus, Algida, Centrale del Latte di Roma, Carte d'Or, Tonini, Nestlè e Bistefani. Del gruppo Malavolta facevano parte, fino al luglio 2007, più di trenta società commerciali con un fatturato complessivo annuo di 300 milioni di euro, oltre ACCU un migliaio di dipendenti e stabilimenti sparsi in tutta Italia. Negli anni precedenti infatti, il gruppo imprenditoriale aveva pensato di ingigantirsi, riuscendo a diventare la terza potenza europea del settore e triplicando i ricavi. Ma il passo era stato forse troppo grande e affrettato e nel 2008 si e' arrivati al fallimento. Già nel 2006 erano stati concesse quote in garanzia, alla Malavolta Corporate e alle sue società, con finanziamenti per circa 46 milioni da Unicredit. E nel 2008 e' stato accertato un passivo fallimentare di 100 milioni di euro delle società, di cui 41 milioni per la sola Malavolta Corporate Spa. Durante le indagini è stato accertato che, attraverso operazioni di riorganizzazione societaria, alienazione di partecipazioni e cessione di beni mobili e immobili pianificate ad hoc con la collaborazione di due commercialisti capitolini, poco prima del fallimento, la “Malavolta Corporate Spa” era stata “spogliata” di tutte le partecipazioni di cui deteneva il controllo: un danno notevole ai creditori, tra cui il fisco. Successivamente quindici società del gruppo erano state avviate al fallimento dopo essere state anch'esse 'spogliate' di beni strumentali, crediti, contratti in corso e dipendenti a beneficio di nuove società controllate da una nuova holding di famiglia. Tra queste ultime, le sette società sottoposte oggi a sequestro. Il valore dei beni distratti fraudolentemente dalle casse delle società fallite è di oltre 64,5 milioni di euro, mentre i debito verso l'Erario sono di oltre 10,5 milioni. Inoltre Annalisa Pizzetti, moglie di Mario Malavolta, d'accordo con suo marito aveva invece acquisito una società immobiliare della famiglia in virtù di una finta separazione consensuale.

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di Valerio Esca
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