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Quindici condannati e due assolti, Procuratore soddisfatto

Crac Parmalat: dopo il maxiprocesso, 18 anni per Tanzi


Crac Parmalat: dopo il maxiprocesso, 18 anni per Tanzi
09/12/2010, 19:12

PARMA - Per il crack della Parmalat da 14 miliardi di euro, il Pm aveva chiesto una condanna a 20 anni di reclusione per il principale responsabile, Callisto Tanzi. Dopo sei ore di camera di consiglio, il Tribunale di Parma ha deciso che l'oramai ex imprenditore di anni di carcere dovra farsene 18. Rispetto ai 9 anni e sei mesi chiesti dall'accusa, il giudice ha poi deciso di aumentare la pena per Fausto Tonna (condanna a 14 anni). Confermati invece i 6 anni per Luciano Silingardi. 10 anni a dispetto dei 12 richiesti per il fratello di Callisto, Giovanni Tanzi.
Dopo il pronunciamento del tribunale, si è detto molto sorpreso l'ex patron del colosso:"Non mi aspettavo una sentenza così severa". Su "La Repubblica" sono poi elencate tutte le altre condanne: Enrico Barachini 4 anni, Domenico Barili 8 anni, Giovanni Bonici 5 anni, Fabio Franchi 5 anni e 4 mesi, Rosario Lucio Calogero 5 anni, Sergio Erede 1 anno e sei mesi (pena sospesa), Camillo Florini 5 anni, Davide Fratta 4 anni, Alfonso Paolo Mutti 4 anni, Giuliano Panizzi 4 anni e Paolo Sciumè 5 anni. Gli assolti sono stati soltanto due: Paolo Compiani e Alfredo Gaetani.
Della decisione operata dai giudici si è detto molto soddisfatto il procuratore parmigiano Gerardo Laguardia:"Le condanne - ha infatti osservato - non si discostano sostanzialmente dalle nostre richieste, in alcuni casi sono state leggermente diminuite, in altre aumentate. Ma nella sostanza la sentenza è stata in linea". Considerando che quello che è stato il più grande crack finanziario d'Europe fu riscontrato nel 2003 e che, per arrivare alla conclusione del filone principale di indagine e processo ci sono voluti "solo" 7 anni, si può in effetti dire che in questo caso specifico la giustizia è stata relativamente rapida ed efficace.
Ci sono però ancora ben 32mila risparmiartori clamorosamente truffati che attendono ancora il risarcimento dei danni dopo essersi costituiti parte civile. Alcuni di loro sono arrivati da diverse città italiane per assistere dal vivo al processo. Il calcolo riferito al risarcimento dei risparmiatori parte da una prevvisionale del 5% sul valore nominale delle azioni e parla di azioni del valore di 600 milioni di euro; dei quali 30 milioni destinati proprio ai truffati. Le possibilità di riottenere tutto ciò che è stato bruciato negli investimenti truffaldini, però, sono decisamente poche.

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di Germano Milite
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