Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Crack ALVI, 12 ordinanze di custodia cautelare


Crack ALVI, 12 ordinanze di custodia cautelare
08/04/2011, 10:04

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a dodici ordinanze applicative di misura cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata da questa Procura, a carico di 11 persone, per aver commesso nell’amministrazione della Capogruppo “ALVI S.p.A.” e nella gestione delle altre società a questa direttamente riconducibili, più fatti di bancarotta fraudolenta, aggravata dalla rilevante entità del danno patrimoniale.

Inoltre, in tale contesto, V.A. è stata ritenuto responsabile dell’ulteriore fattispecie delittuosa del peculato in quanto, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, ha reiteratamente fatto uso del veicolo, del quale aveva la disponibilità in ragione del suo incarico di Presidente della Provincia di Salerno, per recarsi presso la sede dell’ALVI di Fisciano e svolgere il ruolo di “amministratore di fatto” in tale compagine societaria.

Analogo provvedimento ha riguardato D.M.A., ritenuto responsabile di aver fornito, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della CAVAMARKET S.p.a., un contributo causativo alla realizzazione del piano criminoso, sia sotto il profilo della piena consapevolezza del decisivo ruolo avuto nel passaggio alla AL.PA. Srl della totalità dei punti vendita (64 supermercati dislocati nell’Italia centro-meridionale dal Lazio alla Calabria) gestiti fino ai mesi di ottobre/novembre 2009 dalle società appartenenti al c.d. Gruppo ALVI, sia ancora sotto il profilo della piena consapevolezza circa la totale inconsistenza imprenditoriale della AL.PA. S.r.l. e dunque della sua incontrovertibile riconducibilità a V.A. ed alla sua famiglia.

L’attività di polizia giudiziaria eseguita in data odierna costituisce, quindi, la punta dell’iceberg a cui hanno condotto le complesse ed articolate attività info-investigative che hanno tratto origine dalla sentenza dichiarativa dell’ALVI S.p.a. (16 dicembre 2009) e che fino ad oggi avevano già portato all’esecuzione di analoghi provvedimenti custodiali nei confronti degli esponenti della famiglia VILLANI per analoghe fattispecie criminose perpetrate nella gestione di altre società (SANNIO DISCOUNT S.r.l., SUPERMERCATI CALABRESI S.r.l., CASERTANA DISCOUNT S.r.l. e AG COMPANY S.r.l.) ricondotte, comunque, nell’alveo delle compagini societarie ricomprese all’interno del c.d. Gruppo ALVI.

Ciò posto, l’elemento di assoluta novità che connota e rimarca la portata delle indagini complessivamente svolte risiede nel fatto che i provvedimenti cautelari de quibus colpiscono, per la prima volta, oltre che gli altri germani VILLANI soggetti che, almeno formalmente, non ricoprivano alcun ruolo dirigenziale all’interno dell’ALVI e delle società collegate, ma che, di fatto, erano investiti di importanti funzioni decisionali ed organizzative.

Si fa, in particolare, riferimento a LAUDONIO Salvatore e STILE Stefano, rispettivamente coniugi di VILLANI Antonia ed Anna, emersi quali soggetti pienamente a conoscenza delle vicende societarie più significative e, comunque, sempre presenti, accanto alla proprietà, in tutte le occasioni in cui sono state assunte decisioni di primaria importanza inerenti l’orientamento e la definizione delle scelte strategiche della capogruppo nel periodo immediatamente precedente alla declaratoria fallimentare.

Infine, sono stati raggiunti da analogo provvedimento agli arresti domiciliari GAUDINO Sergio, dipendente di una delle società consorziate ed improvvisamente nominato amministratore della AG COMPANY Srl (società che aveva la gestione di ben 24 punti vendita ubicati nel napoletano) e ALIBERTI Vittorio, attualmente impiegato presso la Provincia di Salerno, ma già socio di maggioranza della AL.PA. S.r.l. nonchè storico uomo di fiducia di VILLANI Angelo, avendo rivestito l’incarico di segretario particolare, durante il mandato di Presidente dell’Amministrazione Provinciale ricoperto da quest’ultimo.

Nella fattispecie, la bancarotta fraudolenta, si è, pertanto, concretizzata:  nella dissimulazione dei beni sociali, mediante una formale alterazione degli assetti aziendali, attuata con operazioni di cessione e locazione, a condizioni antieconomiche, a favore di un soggetto giuridico, la AL.PA S.r.l., dei 64 punti vendita riconducibili direttamente ed indirettamente alla fallita;

nella dissipazione di oltre 100 milioni di euro sottoforma di concessione di crediti senza alcuna forma di garanzia a favore delle collegate (45 milioni), di vendita di merci sottocosto (12 milioni), di pagamenti senza una plausibile giustificazione economica riconosciuti a favore di VILLANI Angelo e di altri soggetti privi di incarichi formali nella società (1,5 milioni), di sottoscrizione di prodotti finanziari connotati da elevata rischiosità (45 milioni) materiali (attrezzature ed impianti per circa 700 mila euro); nella distrazione dell’intero magazzino presente presso le piattaforme logistiche di Fisciano e Ferrandina per circa 1 milione di euro;

nella distrazione delle somme derivanti dagli incassi realizzati per contanti, nel lasso temporale immediatamente precedente la declaratoria di fallimento, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro (mediante il prelevamento direttamente dalle casse dei singoli supermercati); nell’effettuazione di pagamenti preferenziali, per 4 milioni di euro.

Nel medesimo contesto, si è proceduto alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415-bis c.p.p. anche nei confronti di ulteriori 9 soggetti, alcuni dei quali ritenuti responsabili dei reati di cui agli artt. 648 bis e ter c.p. (riciclaggio e impiego di denaro e beni provenienti dal reato di natura fallimentare).

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©