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Raid vandalico alla scuola di Torre del Greco

Creolina ed escrementi nei corridoi. Chiuso il Pantaleo


Creolina ed escrementi nei corridoi. Chiuso il Pantaleo
16/11/2010, 13:11

TORRE DEL GRECO - Atto vandalico all’istituto tecnico commerciale Eugenio Pantaleo di Torre del Greco. Nella notte sconosciuti hanno vandalizzato la succursale della scuola superiore torrese. Un raid in piena regola, per molti aspetti simile a quelli già visti in città negli anni scorsi. E tutto sembra sempre ricondurre all’azione di singoli studenti che, in prossimità delle festività natalizie, provano a guadagnare qualche giorno di festa. Il processo, d’altronde, è sempre lo stesso. Creolina nei corridoi e nella aule, scuola impraticabile e Asl costretta a chiudere l'istituto per due giorni. Così stamane si è svegliata la succursale dell’istituto torrese, sita in via Alcide De Gasperi. Oltre alla creolina, gli addetti che questa mattina hanno aperto l'istituto hanno trovato anche escrementi sparsi lungo i tre piani dello stabile. Un attacco premeditato, su cui ora indagheranno i carabinieri. “Abbiamo fatto una denuncia alla locale caserma dei carabinieri. – ha dichiarato ai nostri microfoni il preside Carlo Ciavolino - Ma, logicamente, si tratta di una denuncia contro ignoti. Per ora, tutto quello che abbiamo potuto fare è stato disporre un servizio di controllo notturno per l’istituto, onde evitare che avvenimenti del genere accadano nuovamente”. Intanto questa mattina una delegazione di studenti appartenenti alle classi della succursale si è spontaneamente presentata negli uffici della struttura di via Cimaglia per incontrare il preside. “Mi hanno precisato – ha ammesso Ciavolino – che quanto accaduto non dipende da loro e che si estraniano completamente da atti di questo genere. Da parte mia, non posso fare altro che credere a quelle parole, e ritengo il loro gesto una prova di grande maturità. D’altronde cose del genere sono spesso il frutto del lavoro di pochi singoli, se non uno solo, ed è un peccato che ci vadano di mezzo tutti gli studenti”.

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di Salvatore Formisano
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