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Crisi anche per i Casalesi: chiesto aiuto al clan napoletani

Crisi anche per i Casalesi: chiedono aiuto ai clan di Napoli per riscuotere il pizzo


Crisi anche per i Casalesi: chiedono aiuto ai clan di Napoli per riscuotere il pizzo
12/08/2009, 12:08

CASERTA - Tempi di crisi anche per il clan dei Casalesi: hanno chiesto aiuto ai camorristi napoletani per riscuotere il pizzo, in prossimità di Ferragosto. La conferma della «collaborazione» arriva alle forze dell'ordine dopo l'arresto di un pregiudicato affiliato a un clan partenopeo che sulle spiagge del litorale Domizio prelevava tangenti per il gruppo dei bidognettiani.

L'UOMO - Si tratta di Cosimo Migliore, 35 anni, ritenuto esponente di uno dei clan napoletani operativi tra Secondigliano e Scampia che è stato arrestato lunedì dalla Squadra Mobile di Caserta. Era a poca distanza dal lido «La Fiorente», dove un anno fa fu ucciso Raffaele Granata, padre dell’allora sindaco di Calvizzano e gestore dello stabilimento, ucciso per essersi opposto al racket. E' stato trovato in possesso di circa 6.000 euro, estorti ai titolari di stabilimenti balneari tra Marina di Varcaturo e Ischitella, per conto dei Casalesi. Uscito di prigione nel maggio scorso, Migliore ha precedenti per associazione per delinquere di tipo camorristico, tentato omicidio, rapine, furti ed estorsioni.

L'AIUTO - Gli agenti della polizia hanno agito in costume da bagno, confondendosi tra i bagnanti e le indagini hanno confermato la sinergia tra la fazione del clan dei Casalesi, capeggiata da Francesco Bidognetti (conosciuto come «Cicciotto 'e mezzanotte») e le organizzazioni napoletane.

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di Redazione
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