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Meno carne -5,5% e più uova +5,3%

Crisi dei consumi, famiglie mai così male dal dopoguerra

Ocse, Coldiretti: Caccia a farina +8,3% e caffe +3,3%

Crisi dei consumi, famiglie mai così male dal dopoguerra
27/11/2012, 19:10

ROMA - Le misure di austerità varate dal governo hanno causato il maggior calo dei consumi registrato in Italia dal secondo conflitto mondiale. E’ quanto afferma l'Ocse nel suo outlook. Al proposito la Coldiretti rileva come anche la crisi cambi il menu degli italiani e la spesa si adatti ad una “economia di guerra”: le famiglie hanno tagliato i consumi di carne in quantità (-5,5%) mentre è corsa all'acquisto di farina (+8,3%), uova (+5,3%) e caffè macinato (+3,3%), come in guerra. Ad essere ridotti in quantità - sottolinea la Coldiretti - sono anche gli acquisti di pesce (-1%) e ortofrutta (-0,9%), mentre salgono quelli di pane (+1,3%) e pasta (+3,6%). Ma con la crisi - sottolinea la Coldiretti - torna anche il “fai da te” casalingo con l'aumento record degli acquisti in quantità di materie prime come la farina, le uova, grassi come il burro ma anche del caffè macinato. Senza dimenticare chi coltiva l’orto in casa cimentandosi nella produzione di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all`occorrenza. Un fenomeno che interessa un italiano su quattro, mentre sono quasi un milione i cittadini che sono addirittura diventati “hobby farmers”, coltivatori che lavorano su appezzamenti di terreni, spesso ereditati, che hanno in media un ettaro di superficie e dai quali ricavare ortaggi, frutta ed anche vino o olio.

“Le famiglie travolte dalla crisi non hanno più soldi da spendere. E sono costrette a risparmiare su tutto, anche sugli alimentari. Così i consumi privati crollano come negli anni di guerra”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l'allarme lanciato oggi dall'Ocse, secondo cui le misure di austerity del governo “hanno indebolito la domanda interna nel Paese e i consumi privati sono scesi al tasso maggiore dalla seconda guerra mondiale”. “E’ un dato drammatico - osserva la Cia - che fa il paio con le previsioni diffuse oggi da Bankitalia, per la quale quest’anno la caduta del reddito reale degli italiani sarà superiore rispetto a quella registrata durante la recessione del 2009. D’altra parte, sono mesi che denunciamo che le famiglie sono ormai “in trincea” e che, per arrivare a fine mese, devono rinunciare non solo al cosiddetto superfluo, ma devono agire anche sul fronte primario e irrinunciabile che attiene alla tavola. Per combattere la crisi, cioè, gli italiani prima di tutto caricano il carrello alimentare in maniera più che oculata - ricorda la Cia -. Il 65 per cento delle famiglie compara i prezzi con più attenzione; il 53 per cento gira più negozi alla ricerca di sconti, promozioni commerciali e offerte speciali e il 42 per cento sceglie solo le grandi confezioni o “formato convenienza”. Ma purtroppo c’è anche chi, semplicemente, è costretto a comprare meno cibo: sono più del 30 per cento dei nuclei familiari ad aver ridotto le quantità nel 2012. Se non si prenderanno al più presto provvedimenti per aiutare le famiglie, ad esempio riducendo gli oneri fiscali, l'Italia non uscirà mai dal tunnel della crisi. 

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di Valerio Esca
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