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Crisi del settore televisioni private e revoca sciopero emittenti gruppo tele A


Crisi del settore televisioni private e revoca sciopero emittenti gruppo tele A
10/03/2012, 14:03

Grazie alla compattezza di sindacato e lavoratori l’azienda ha convocato per lunedì 12 marzo, data per la quale era stato proclamata una giornata di sciopero ora revocata, i sindacati di categoria per discutere della situazione che ha visto protagonisti i lavoratori del gruppo TELE A per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento.
La situazione in cui versano le aziende del gruppo TELE A, ma anche altre aziende televisive campane come Tele Capri, non è unica nel panorama nazionale ed è un segnale della crisi che stiamo attraversando.
La televisione italiana vive, in questo periodo, una svolta epocale determinata dal passaggio definitivo alla tv digitale terrestre e alla liberazione delle frequenze a favore della banda larga mobile. Nonostante il comparto locale conti più di 600 emittenti queste, anche perché il mercato televisivo è governato da pochissimi operatori nazionali, rischiano di finire in disgrazia.
Il governo Monti ha ereditato dal precedente esecutivo il piano per liberare le frequenze tv, già eseguito in alcune regioni del centro Italia, a discapito delle sole emittenti locali che saranno costrette ad abbandonare frequenze che, in alcuni casi, occupano da più di trenta anni.
Lo spostamento di banda e di numerazione sul telecomando, col passaggio al digitale terrestre causa ingenti costi di adeguamento tecnologico che, per alcune tv, potrebbero determinare la chiusura con conseguenti pesanti perdite di posti di lavoro. Il governo tecnico offre alle tv locali, che saranno costrette a trasferirsi, un indennizzo che, però, sarà erogato indistintamente senza considerare il numero dei dipendenti, la qualità e l’audience dei programmi delle tv.
Il governo e le amministrazioni locali di competenza, come le Regioni e il Corecom, hanno il dovere di intervenire per evitare la chiusura di decine e decine di attività televisive e la relativa perdita di posti di lavoro, nonché di professionalità, visto che i licenziamenti riguarderebbero anche i giornalisti oltre che i tecnici e gli amministrativi. Una possibile soluzione potrebbe essere la riduzione delle frequenze alle tv nazionali e, in ogni caso, la modifica degli indennizzi sulle frequenze espropriate attribuendoli in maniera oculata e mettendo degli sgravi fiscali sugli stessi risarcimenti.
In Campania stiamo già assistendo ai risultati di questa politica con la vicenda dei lavoratori del gruppo TELE A che, come detto, si sono visti comunicare l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per il personale tecnico, amministrativo e giornalistico, ma anche altre televisioni locali, come Tele Capri, non vivono momenti positivi.
In merito alla vertenza dei lavoratori di tele A e alla più generale crisi del settore il Segretario della Camera del Lavoro Gianluca Daniele ha dichiarato: “La vicenda che ha visto protagonisti i lavoratori del gruppo TELE A, sia per quanto concerne i licenziamenti che per l’episodio che ha negato loro di poter leggere un comunicato sindacale, è decisamente grave. Esprimo la mia preoccupazione non solo per quelli che sono i livelli occupazionali del settore e per la deriva a cui determinate scelte politiche condurranno, ma anche e soprattutto per la limitata ed evidente mancanza di libertà di informazione, nonché violazione delle più elementari regole di democrazia. Sarebbe, inoltre, gravissimo disperdere professionalità importanti che lavorano nell’ambito delle televisioni locali. Sottolineo, poi, l’assenza totale di interventi del Corecom in materia e le insufficienti politiche regionali al riguardo. Rimango in attesa degli sviluppi che l’incontro di lunedì porterà rimanendo sempre al fianco dei lavoratori e delle scelte che deriveranno dall’incontro con le aziende del gruppo”.

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di Redazione
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