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I dati allarmanti forniti dal secondo rapporto Eures

Crisi economica e suicidi: nel 2010 quasi un morto al giorno

La mancanza di lavoro tra le cause principali

Crisi economica e suicidi: nel 2010 quasi un morto al giorno
17/04/2012, 12:04

ROMA - La crisi economica miete vittime non soltanto tra i disoccupati, ma anche tra la vasta platea degli esodati e dei lavoratori autonomi. È da ricercare nella mancanza di lavoro, o comunque di qualsiasi prospettiva economica, la ragione principale del dilagare dei suicidi nel nostro Paese. Sono stati 362 nel 2010 i suicidi dei disoccupati, una cifra di gran lunga superiore ai 357 casi verificatisi nel 2009, che a loro volta già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 suicidi accertati in media nel triennio precedente (rispettivamente 275, 270 e 260 nel 2006, 2007 e 2008). Questi dati allarmanti sono stati resi pubblici dal secondo rapporto Eures, “Il suicidio in Italia al tempo della crisi”, secondo il quale il numero dei suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al 39,2 per cento del totale, salendo al 44,7 per cento tra quanti hanno perso il lavoro. Non che ci si aspettasse qualcosa di diverso a dire il vero, visti gli episodi di cronaca quotidiana (solo nei primi mesi del 2012, 23 imprenditori si sono tolti la vita), ma pensare che la crisi economica possa provocare quasi una vittima al giorno lascia senza parole.
A livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro, è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il gesto estremo è però riconducibile, racconta il secondo rapporto dell’Eures, soprattutto alla figura maschile.
Quello dei suicidi al tempo della crisi è un tema entrato ormai di prepotenza nelle cronache quotidiane nel nostro Paese. Ma la disoccupazione, informa l’Eures, è anche alla base dei suicidi nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3 per cento rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5 per cento). Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica sono anche gli artigiani e i commercianti. E secondo l’Eures nel 2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio definisce “molto alto il rischio suicidario” in questo ambito: a livello territoriale il primato è della Lombardia, seguita dal Veneto (320 casi) e l’Emilia Romagna.

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di Antonio Formisano
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