Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Licenziati o in difficoltà economiche

Crisi, quattro suicidi in 24 ore

Gesti estremi in Campania, Toscana, Veneto e Sicilia

Crisi, quattro suicidi in 24 ore
03/05/2012, 11:05

Venti suicidi dall’inizio dell’anno. Quattro soltanto ieri. Si allunga la lista dei gesti estremi collegati all’inasprirsi della crisi economica. È accaduto in Campania, In Toscana, in Sicilia e in Veneto. Alfonso Salzano, muratore di 56 anni di Casaluce (Caserta), si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri nella sua abitazione in via Vittorio Emanuele impiccandosi con un cavo elettrico. Prima di compiere il gesto ha lasciato un biglietto in cui chiedeva perdono ai familiari, la moglie, che lavora come Lsu al Comune di Casaluce, ed i due figli. Da quanto hanno raccontato i congiunti ai carabinieri sembra che l' uomo, che non era dipendente di nessuna impresa edile, dall' inizio dell'anno non riuscisse a trovare più lavoro ed era caduto in depressione. La mancanza di denaro, ancora più che le difficoltà economiche, lo avrebbe spinto al suicidio: la situazione economica infatti - ha raccontato la moglie ai carabinieri - non era disperata. In famiglia entrava il suo stipendio, e la casa era di proprietà. Inoltre, non sembra che il muratore avesse debiti né altre pendenze economiche. Circostanze confermate anche dal sindaco del paese del casertano, Nazzaro Pagano. «Stava vivendo uno stato di forte depressione, non sono sicuro che si sia tolto la vita perché colpito da problemi finanziari, non credo avesse debiti. Di certo era senza lavoro da qualche mese. Salzano era una bravissima persona, un gran lavoratore. Purtroppo - ha continuato il primo cittadino - le notizie sulla crisi che circolano possono indurre una persona debole a compiere gesti estremi. Nel nostro territorio - aggiunge il sindaco di Casaluce - si sta vivendo una situazione di estremo disagio a causa della forte disoccupazione: ogni giorno ricevo persone che mi vengono a chiedere 20-30 euro per pagare le bollette della luce. È il momento che il Governo intervenga: queste morti devono cessare».
Nel casentino, in provincia di Arezzo, un immigrato nordafricano di 45 anni, da molti anni in Italia, si è ucciso lanciandosi da una finestra perché non riusciva più a pagare il mutuo della casa che aveva acquistato. L'uomo era stato costretto a lasciare la casa e ad andare a vivere in affitto con la famiglia. Oggi pomeriggio si è chiuso in una stanza e si è lasciato cadere da un'altezza di nove metri.
Ieri sera, in Veneto, ha deciso di farla finita un piccolo imprenditore. L’angoscia per uno scoperto da decine di migliaia di euro con le banche. I suoi familiari lo hanno trovato impiccato nella cabina del suo camion.
Infine, a Catania, un uomo di 35 anni, licenziato da un negozio di Malta dove fino al febbraio scorso aveva lavorato come commesso, si è suicidato buttandosi dalla terrazza della sua abitazione al quinto piano di uno stabile di via Paolo Orsi, a Gravina di Catania, alle porte del capoluogo. L' uomo non avrebbe lasciato alcun biglietto per spiegare il motivo del suo gesto. I carabinieri hanno appurato che viveva con la madre vedova ed era caduto in uno stato di depressione dopo il licenziamento tanto da far ricorso alle cure mediche. Oggi pomeriggio, l'uomo e la madre avevano chiesto a una vicina di casa le chiavi della terrazza dicendo che dovevano accedervi per riparare l'antenna della tv. Dopo qualche minuto l'uomo avrebbe convinto la madre a rientrare in casa, rassicurandola che avrebbe pensato a tutto lui. Non appena rimasto solo, si è buttato.

Commenta Stampa
di Veronica Riefolo
Riproduzione riservata ©