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Aveva ricevuto una lettera di licenziamento

Crisi, suicida portiere al Corso Garibaldi


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Crisi, suicida portiere al Corso Garibaldi
30/04/2012, 16:04

NAPOLI – Si chiamava Giovanni Caccavale, è l’ennesima vittima della crisi economica che l’Italia sta attraversando.
Aveva 56 anni e di professione faceva il portiere in questo stabile al corso Garibaldi, dove aveva in dotazione un piccolo appartamento nel quale è stato trovato senza vita questa mattina.
Giovanni si è impiccato perché non ha retto alle difficoltà che la via gli aveva riservato. Dietro al folle gesto, molto probabilmente, c’era la preoccupazione di dover perdere il lavoro: aveva ricevuto, infatti, una lettera di licenziamento e nei prossimi mesi avrebbe dovuto lasciare anche la casa dove viveva.
Era solo Giovanni: tempo fa aveva affrontato il divorzio con la moglie, il trasferimento dei due figli al Nord e la morte della madre. E proprio quest’ultima perdita, a sentire chi lo conosceva, lo avrebbe segnato fortemente. La sua era una vita in solitudine: solo casa e lavoro. Giovanni, però, ha sempre cercato di reagire, racconta chi lo conosceva.
Eppure qualcosa è successo. Da due giorni il 56 enne non si vedeva in giro e stamattina non era al suo posto in portineria. La sua assenza ha insospettito i condomini, che hanno dato l'allarme alla polizia. Una volta sul posto, le forze dell’ordine sono entrate nell’appartamento ed hanno trovato il corpo di Giovanni, accanto a lui nessun biglietto. Qualche giorno fa, a sentire gli investigatori, l’ultimo contatto con i figli: “Dite a mamma che non posso più passarle l'assegno”, avrebbe detto loro”.
E’ stata la polizia ad avvisare la famiglia: uno dei due figli si è già messo in viaggio verso Napoli.
Ad accompagnare l’uscita del corpo di Giovanni dalla casa del corso Garibaldi, è stata la rabbia di alcuni presenti che hanno urlato contro il Governo Monti e i pesanti aggravi fiscali riscuotendo gli applausi della folla.

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di Rossella Marino
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