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Crispano. La cattiva stampa crea un danno alla collettività di oltre un miliardo delle vecchie lire


Crispano. La cattiva stampa crea un danno alla collettività di oltre un miliardo delle vecchie lire
16/03/2012, 10:03

A Crispano è stata fatta una “rivoluzione gestionale” sconvolgente per semplicità, giustizia sociale ed etica. Lo spieghiamo ancora una volta per qualche finto tonto malintenzionato.
A Crispano per mesi è stato studiato l’importo in bilancio delle spese di telefono ed internet che era pari a circa € 30.000/00 (trentamila euro) all’anno. L’Assessore Ing. Nunzio Cennamo, Ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione della SUN, ha pensato di ottimizzare il servizio di fonia e dati con un nuovo centralino telefonico realizzato con moderne tecnologie. Questo salto tecnologico ha dato al Comune di Crispano la possibilità di disporre di un risparmio economico di circa € 10.000/00 (diecimila euro) all’anno. L’idea è stata poi quella di utilizzare questo risparmio per costruire una banda larga utile per far navigare in internet tutta la comunità di Crispano. Il partner che ha creduto in questa sperimentazione tecnologica è la Maxfon Campania, un piccolo gestore telefonico.
E’ stata poi costruita una rete municipale pubblica e gratuita senza filo per dare la possibilità di collegarsi gratuitamente da casa con l’acquisto di un semplice ricevitore e dalle piazze e dagli spazi pubblici con il cellulare o il portatile tramite il WiFi. Questa complessa infrastruttura tecnologica che ha coperto tutto il territorio comunale, è costata solo € 16.000/00 (sedicimila euro) più iva, meno di un auto utilitaria.
Ricordiamo poi ai malintenzionati che il servizio della connettività ad Internet deve essere poi necessariamente dato in gestione ad un ISP (Internet Service Provider) per assicurare la sicurezza e la riservatezza del traffico dei dati. Ciò il Comune di Crispano, insieme al contratto per la naturale manutenzione dell’intera rete in caso di guasti, è riuscito a garantirlo per un importo mensile di circa € 600/00 (seicento euro).
E’ una vera rivoluzione tecnologica da imitare, eppure non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Dovrebbero vergognarsi per i danni che stanno creando alla comunità di Crispano.
Infatti, oggi solo 1.000 famiglie (1/3 delle famiglie di Crispano) usano la Rete Internet pubblica e gratuita del Comune di Crispano con un risparmio annuo per le famiglie di circa 240.000/00 euro (duecentoquarantamila euro), ovvero solo 1.000 famiglie non pagheranno più 240 euro (20 euro mensile x 12 mesi). Forse senza la cattiva campagna informativa di alcuni giornalini locali oggi tutto il paese di Crispano, circa 3.000 famiglie, poteva fruire della rete internet del Comune con un risparmio per la comunità di Crispano pari a circa 720.000/00 euro ( 3.000 x 240 euro).
Eppure sembra solo un gioco quello del giornalista capriccioso. Invece, produce danni alla comunità, un danno di circa 500.000/00 euro (cinquecentomila euro), perché: due bugie contano più di una verità!
A Crispano si è sperimentato con la prima rete internet pubblica e gratuita il primo esempio concreto di un servizio per il ”bene comune”. Eppure non c’è onestà intellettuale. Una serie di falsità in successione sono state stampate per allontanare i cittadini dalla possibilità di usufruire di una loro conquista sociale, politica e culturale, ovvero di un loro “nuovo” diritto.
Un giornalista dovrebbe avere anzitutto l’onestà intellettuale e il desiderio di informare e formare i cittadini verso la possibilità concreta di migliorare le loro condizioni sociali ed economiche. Invece, prima per mesi “i soliti” hanno detto che il servizio internet non funzionava bene, che era lento etc.. ora che centinaia e centinaia di famiglie usufruiscono del servizio, con un successo straordinario, non possono più dire ciò e quindi ci provano con altre menzogne per screditare e malignare.
Il caso Crispano è studiato ovunque come caso da imitare, ma non per qualche “giornalino”. E’ pur vero che non si è mai profeti in patria ma addirittura parlarne male di una rivoluzione come quella di Crispano fa capire la pochezza del giornalista e dell’editore.

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di Nunzio Cennamo
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