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CROCIFISSO ABOLITO IN SPAGNA: "AMNESIA E NECROSI DELLA CULTURA IN EUROPA", COMMENTA L'OSSERVATORE ROMANO


CROCIFISSO ABOLITO IN SPAGNA: 'AMNESIA E NECROSI DELLA CULTURA IN EUROPA', COMMENTA L'OSSERVATORE ROMANO
24/11/2008, 17:11

"Che si giunga a considerare un crocifisso offensivo in Occidente si può solo interpretare come un sintomo allarmante di amnesia o necrosi culturale": è quanto scrive Jan Manuel de Prada in un articolo sull'Osservatore Romano che afferma inoltre come la sentenza del tribunale spagnolo "consacra giuridicamente la rinuncia di una Europa disorientata, irrazionalmente in preda a un impulso di autodistruzione". L'Europa sta rinunciando "al lascito che rende nobili e che è riassunto in quella semplice croce". "A nessuna persona in pieno possesso delle proprie facoltà - afferma l'articolo affidato dall'Osservatore romano allo scrittore spagnolo - sfugge che il segno della croce non viola nessun diritto fondamentale; tuttavia da qualche tempo l'invocazione di diritti e libertà si sta trasformando in Spagna in un pretesto giuridico che maschera un sentimento di odio religioso e di "cristofobia", come in modo molto appropriato lo ha definito il cardinale Canizares, sentimento che d'autorità avrebbe l'obbligo di perseguire, invece di concedergli una copertura giuridica". Da qualche tempo in Spagna, prosegue l'articolo, "l'alone di odio attorno alla Chiesa di Dio" "si è mascherato di giuridicità, sostituendo l'accanimento cruento di altre epoche non troppo lontane con un'apparenza più sibillina e asettica".   Il crocifisso, argomenta de Prada non può essere offensivo né per i cristiani né per i non cattolici, perché "riassume le più nobili vocazioni dell'uomo" alla carità e al mistero dell'infinitezza dell'altro. "Il crocifisso in definitiva - scrive il quotidiano vaticano - può offendere solo quanti vogliono, e in questo consiste in realtà il laicismo, per quanto si nasconda dietro alibi giuridici, che lo Stato diventi un nuovo dio, con potere assoluto sulle anime".

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di Redazione
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