Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

L’accusa: disastro colposo e omicidio colposo plurimo

Crollo palazzina a Barletta: scattano quattro arresti

Nella tragedia morirono 4 donne più una ragazzina

Crollo palazzina a Barletta: scattano quattro arresti
03/12/2011, 09:12

BARLETTA – Era il 3 ottobre scorso quando a Barletta crollò una palazzina, provocando la morte di 4 operaie di un opificio e di una ragazzina di 14 anni: a distanza di due mesi da quel tragico episodio, sono scattate questa mattina quattro ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di quattro persone, mentre un’altra persona è stata raggiunta da un provvedimento di interdizione di esercitare la sua professione.
Si tratta del titolare e di due dipendenti dell’impresa appaltatrice, cui spettavano i lavori di demolizione di alcuni edifici confinanti con quello crollato; del titolare dell’impresa di costruzioni, proprietaria dell’area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo stabile; infine il provvedimento di interdizione alla professione va a colpire l’architetto, progettista nonché direttore dei lavori. Tutti dovranno rispondere a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni.
Il quadro della tragedia, infatti, è stato chiaro fin da subito. È una storia di mala edilizia e di speculazione: nei pressi della palazzina crollata il 3 ottobre erano in corso lavori di demolizione non autorizzati. Si sarebbe dovuto trattare solo di lavori di bonifica, ma così non è stato e c’era un escavatore al lavoro. Il direttore dei lavori, interdetto dalla sua professione, infatti, secondo l’accusa, non avrebbe vigilato sulla regolare esecuzione delle opere da parte dell’impresa Chiarulli, neanche quando si accorse che erano state abbattute strutture preesistenti confinanti con lo stabile crollato, sulle quali si scaricavano le spinte dell’immobile. Il tutto nonostante il sopralluogo del venerdì precedente avesse rivelato lesioni murarie allo stabile derivanti proprio dall’attività di demolizione.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©