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Sale a 4 il bilancio delle vittime

Crollo palazzine Palermo, aperta una inchiesta

Il capo di imputazione: disastro colposo

Crollo palazzine Palermo, aperta una inchiesta
18/12/2012, 19:32

PALERMO – Sale a quattro morti il bilancio del crollo delle due palazzine nella zona dei cantieri navali di Palermo. Non ce l’hanno fatta Ignazio Accardi di 84 anni, l’80enne MariaLa Mattinamoglie dell'anziano, il nipote 54 enne Antonino Cinà, ed  Elena Trapani di 74 anni.

Sono, invece, sette le persone ferite: in ospedale c’è una intera famiglia composta da un uomo sulla quarantina ricoverato per un trauma cranico, la moglie di 35 anni ferita a una gamba e la figlia di sette anni che ha riportato una ferita a un occhio. Altre quattro persone, due bambini, un uomo di 35 anni e una donna di 32, sono invece rimaste intossicate dalle polveri prodotte dal crollo.

Tutto è successo alle 23.13 di lunedì sera, quando una delle palazzine di 4 piani, abitate da 8 famiglie, si è accartocciata su se stessa. Una delle vittime, secondo la testimonianza dei vicini, al momento del crollo era affacciata al balcone e assieme alla moglie stava parlando con loro dal palazzo di fronte. I vicini di casa hanno visto le mura crollare e inghiottire i due anziani.

Tempestivo l'intervento dei soccorsi con grande impiego di mezzi e uomini: dai vigili urbani, alla polizia, ai carabinieri, al 118 e alla protezione civile. Sul posto, per tutta la notte, c'è stato anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha cercato una sistemazione per gli sfollati. Tutti,20 intotale e componenti di sei famiglie, sono stati trasferiti in una struttura dei Salesiani, già usata per ospitare i senzatetto. Nella notte già otto persone sono state sistemate in alcuni alloggi mentre il Comune ha individuato bed and breakfast dove trasferire altri sfollati. Un noto locale della città organizzerà, invece, il servizio pasti.

E si è messa subito in modo anche la macchina della giustizia: è stata, infatti, aperta una inchiesta per disastro colposo. Secondo Giuseppina Ferrara, una donna che con la sua famiglia viveva al terzo piano di uno dei due edifici crollati, da un anno avevano costruito un quarto piano e la casa si era riempita di crepe e si sentivano continui scricchiolii. Forse, oggi, potremmo essere dunque di fronte l’ennesima tragedia annunciata. 

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di Rossella Marino
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