Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

CRONACA DI UNA GIORNATA DI ORDINARIA FOLLIA


CRONACA DI UNA GIORNATA DI ORDINARIA FOLLIA
12/11/2007, 09:11

Muore un tifoso laziale, poi è follia pura..
Il calcio non è più calcio, ciò che è nato per essere un momento ludico, di aggregazione, di entusiasmo o tristezza nel caso in cui la squadra del cuore perda, si è trasformato in una guerriglia, in un odio accanito ed organizzato. Cos'è accaduto?
Iei mattina, alle ore 9-9.30, un tifoso laziale in viaggio con degli amici destinazione Milano per Inter-Lazio, è morto. .
Tante domande, poche risposte. 
Il poliziotto della stradale ha sparato dall'altra carreggiata, una distanza di circa 70-80 metri, un colpo in aria ed uno che spiegherà la balistica, anche se non serve un perito per rendersi conto che lo sparo nel finestrino è stato sparato ad altezza uomo.
Da lì è iniziata una giornata impossibile, fatta di rabbia, violenza, spranghe, sassate e cattiveria.
Le notizie, si sa, corrono come il vento, e giungono alle orecchie dei tifosi, ciò che hanno udito è che un poliziotto ha sparato ad un tifoso. E' bastato per scatenare l'inferno. Inter-Lazio rinviata, ma le altre partite si giocano, con un inizio ritardato di 10 minuti. 
Gli ultras non ci stanno, sostengono che quando morì Filippo Raciti il calcio si fermò ed ora si doveva fare lo stesso.
Una scusa, un pretesto o pensiero legittimo?
E' partia la caccia al nemico, un odio già forte e presente nei confronti delle forze dell'ordine si è acceso sempre più. Gli ultras di tutta Italia si sono coalizzati, anche nel basket cori contro la polizia.
Ed è iniziata una giornata di follia assoluta.
Ore 15.10 iniziano gli incontri, Atalanta-Milan, che aveva già visto scontri al di fuori dello stadio tra ultras bergamaschi e milanesi insieme contro il "nemico" in divisa, è stata sospesa dopo 7 minuti perchè la curva atalantina ha iniziato a sfondare con un tombino il vetro che divide gli spalti dal campo, inneggiando allo stop della partita, già con 5 fumogeni prima della gara, segno che qualcosa stava per accadere nel gergo ultras, c'erano state le prime avvisaglie.
I giocatori più rappresentativi della squada bergamasca tra i quali Doni si sono avvicinati alla curva incoraggiando la calma e chiedendo spiegazioni, ma l'unica risposta che hanno ricevuto è stata quella di fermare la partita per evitare danni gravi. La partita viene sospesa definitivamente.
A Milano, intanto, un corteo di interisti e laziali, già normalmente gemellati, si è constituito fuori lo stadio ed ha travolto comandi di polizia.
Su quas tutti i cmapi le curve hanno ritirato gli striscioni in segno di protesta. A Parma la curva ha esposto slogan contro la polizia ed una parte di juventini è rimasta al di fuori dello stadio per protesta con una scritta "vergogna".
Tutti gli ultras, di tutte le tifoserie si sono associati, compatti contro il nemico poliziotto. Fino a raggiungere la follia assoluta nella serata.
Rinviata a data da destinarsi anche Roma-Cagliari, il posticipo serale, per gli ovvi motivi di ordine pubbico, ma la decisione di non giocare non è bastata, ormai era troppo tardi, la rabbia dei tifosi troppa.
Laziali in rientro uniti a romanisti arrabiati sono scesi come un uragano per le strade della capitale. 
Il palazzo del Coni  stato assediato, distrutto tutto il primo piano, una bomba carta nell'atrio, addetti segregati e chiusi a chiave, vetri in frantumi, nella piazza dell'obelisco è stato aggredito un cameramen, i tifosi tentavano di appiccare il fuoco in un piccolo commssariato quello di Porta del Popolo, ed assaltare il reparto della Mobile nella caserma Giglio.
20 feriti, tra i quali più di 6 vigili urbani, 3 arrestati.
Un vero e proprio ciclone, fatt di rabbia, di violenza, di dimostrazione e frustrazione, in nome di un compagno morto. 
Ma che significa?
Gli ultras, hanno poi, chiuso al traffico il ponte Duca d'Aosta nella speranza che arrivassero i celerini per poter poi scatenare la "guerra".
Cronaca di ordinaria follia è il titolo più adeguato a tutto ciò che è accaduto.
I problemi restano tanti, cosa faranno ora le istituzioni?
Il calcio si fermerà?
Probabilmente, anche se c'è stato poco tempo e tutti hanno voluto sottolinearlo, era meglio sospendere il campionato, gesto che non avrebbe significato consegnare il calcio nelle mani dei tifosi, cosa che poi è avvenuta ugualmente, ma evitare ciò che si poteva immaginare. L'odio che vige, fermenta tra gùi gruppi dei supporters delle squadre e le forze dell'ordine non è una novità, ed ora è cresciuto a dismisura.
Gli errori nell'arco della giornata sono stati commessi anche dalla stampa, da noi giornalisti, confusi sull'accaduto.
Ci si è affrettati subito ad evidenziare la causalità, e l'estraneità del mondo del calcio a tutto ciò, un incidente che poteva avvenire anche al di fuori di una discoteca o di un ristorante è stato detto, ma così non è stato, Gabriele è morto andando allo stadio, ed è stato sempre chiamato tifoso e mai ragazzo, se è morto un tifoso e non Gabriele Sandri allora è calcio.
La sosta della Nazionale arriva a puntino, c'è tempo per decidere il da farsi, ci vogliono risposte veloci, pronte e determinate. E' emergenza nazionale. Sembra la guerra civile.



 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©