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La rivolta scatenata dalla morte di un immigrato.

Crotone, chiuso il Cie dopo devastazione immigrati


Crotone, chiuso il Cie dopo devastazione immigrati
19/08/2013, 18:14

CROTONE - Una struttura ricettiva devastata. Questo è quanto è accaduto nel centro di identicazione e di espulsione dell'isola di Capo Rizzuto, chiuso da una decina di giorni perchè gravemente danneggiato durante la rivolta degli immigrati che ne usufruivano. A scatenare la loro ira, la morte di un immigrato marocchino, avvenuta il 10 agosto scorso, a causa di un malore. Al momento della forte contestazione, la struttura ospitava 51 immigrati che, dopo la morte del loro compagno, l'hanno messa a ferro e a fuoco. Sono andati completamente distrutti gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e, nelle pareti dei muri, sono stati praticati dei grossi fori. Il Centro è stato così svuotato da tutti i trattenuti che avevano condiviso la detenzione amministrativa con il trentunenne marocchino. I reclusi, che il ministero dell'Interno chiama "ospiti", sono stati sparpagliati in vari altri centri di detenzione amministrativa italiani. "È un caso abbastanza singolare quello che è successo" spiegano dalla prefettura di Crotone, dove confermano che il 12 agosto c'è stata una rivolta, "a seguito della morte di un ospite per un malore". Questa la versione ufficiale comunicata in Prefettura sia dalla questura, sia dall'ente gestore, le Misericordie di Isola Capo Rizzuto, fondate da don Edoardo Scordio. Per accertare le cause della morte dell'immigrato marocchino è stata eseguita anche l'autopsia, e sembrerebbe che il giovane soffrisse di una cardiopatia.

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di Armando Brianese
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