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Era sin dall'inizio in condizioni di incompatibilità

CSM: il plenum chiede la decadenza di Matteo Brigandì


CSM: il plenum chiede la decadenza di Matteo Brigandì
06/04/2011, 16:04

ROMA - Con una decisione che non ha precedenti nella storia del CSM, il plenum del consiglio ha chiesto la decadenza dall'incarico del consigliere "laico" della Lega Nord, Matteo Brigandì. In questo si allinea alla richiesta della Commissione Disciplinare, che aveva votato la stessa sanzione.
La ragione sta nel fatto che è proibito, a coloro che siedono nell'organo di autogoverno dei magistrati, possedere cariche aziendali, mentre Brigandì era titolare di alcune società, quando è stato nominato. E questo determina la situazione di incompatibilità, per cui è stata chiesta la decadenza.
Nessun impatto invece l'altra vicenda in cui è stato coinvolto Brigandì: poco dopo essere stato eletto, passò copia di un fascicolo riservato, che riguardava una azione disciplinare subita dal Pubblico Ministero milanese Ilda Bocassini negli anni '80, per una sua relazione con un giornalista di estrema sinistra, al quotidiano Il Giornale. All'epoca le azioni disciplinari erano riservate e non pubbliche come oggi. Quindi è stato necessario l'appoggio di un consigliere interno (appunto Brigandì), per permettere al quotidiano milanese di disporre delle notizie necessarie per fare un articolo che tentasse di screditare la Pubblica Accusa dei processi che riguardano il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi

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di Antonio Rispoli
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