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Il Gup: è ripetizione di quello per cui è stato condannato

Cuffaro: prosciolto nel secondo processo di mafia


Cuffaro: prosciolto nel secondo processo di mafia
16/02/2011, 17:02

PALERMO - Salvatore Cuffaro è stato prosciolto in udienza preliminare dal Gup di Palermo per quello che, in termini tecnici viene chiamato "ne bis in idem" (è latino, letteralmente "affinchè non ci sia un bis nella stessa cosa"). L'accusa era di concorso esterno all'associazione a delinquere di stampo mafioso, per cui il Pm aveva chiesto 10 anni di reclusione. Ma il Gup ha accolto la tesi difensiva, che sosteneva che questo processo era una duplicazione di quello che si è concluso poche settimane fa con una sentenza di ultimo grado che ha condannato l'ex governatore della Regione Sicilia a 7 anni di reclusione. E poichè nel nostro ordinamento non è possibile essere processati due volte per lo stesso reato (appunto., il ne bis in idem), è stato decretato il proscioglimento dell'imputato.
La duplicazione nacque allorquando, al momento di decidere quale reato contestare, la DDA di Palermo si spaccò: c'era Pietro Grasso che spinse per contestare solo il favoreggiamento di stampo mafioso, meno grave del concorso esterno per cui invece premeva il Pm Nino Di Matteo. Quando poi Grasso fu sostituito da Francesco Messineo, a Di Matteo fu dato modo di concludere le indagini, che secondo lui portavano a fatti diversi da quelli che erano stati contestati a Cuffaro nell'altro processo. Tesi che però è stata ritenuta non valida dal Gip

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di Antonio Rispoli
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