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CURCIO VUOLE LA PENSIONE, SCOPPIA IL CASO


CURCIO VUOLE LA PENSIONE, SCOPPIA IL CASO
19/01/2009, 14:01

Niente pensione Inps per Renato Curcio. E’ direttamente l’ex capo delle Brigate Rosse a dirlo. La polemica è diffusa dal Corriere della Sera e da La Stampa. “Sono costretto a lavorare finché potrò. Eppure, io ho lavorato nei vari carceri, ma risulta che non sono stati versati contributi adeguati. Quindi, non avrò mai un assegno pensionistico”.

“Non ho diritto nemmeno alla pensione sociale, quella di povertà per intenderci, perché sono sposato – continua - e mia moglie ha un reddito; quindi, non ho diritto a nulla”.

La seconda moglie dell’ex terrorista è presidente della cooperativa editoriale “Sensibili alle foglie”, per la quale lo stesso Curcio, che ne è socio, scrive e collabora.

Il reddito della consorte Maria Rita Prette è superiore a quello necessario per permettere al marito di chiedere la pensione sociale.

Sulla questione interviene Lorenzo Conti, figlio del sindaco di Firenze Lando Conti assassinato dalle Br. “Perché Curcio pretende la pensione, quando nemmeno alcune vittime del terrorismo l’hanno ricevuta da questo Stato? - si chiede - Perché Curcio, invece di dedicarsi alla guerra armata e alla rivoluzione proletaria, non si è dedicato come noi tutti a svolgere un normale lavoro? Come mai in tutti questi anni non ha mai chiesto scusa alle vittime del terrorismo che oggi, a stento, riescono a condurre una vita decorosa?”. E promette: "Se lo Stato riconosce a Curcio una pensione, io espatrio in Usa o in Israele".
 

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di Giulio d'Andrea
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