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Curiosità: acquista due case a Positano ma non può entrarci


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Curiosità: acquista due case a Positano ma non può entrarci
21/10/2009, 14:10


Un terreno di circa 2mila metri quadri con all’interno due villette. Vista splendida, immerso nel verde, a pochi passi dal centro di Positano. Un vero e proprio paradiso terreste, in localitá Corvo, sulla strada che collega Positano con la frazione Montepertuso. Tutto normale tranne per un particolare: il terreno acquistato nel 2003, dalla Societá Immobiliare Italiana srl di Roma, è raggiungibile solo in elicottero. Un disagio arrivato a sorpresa nel 2003, a distanza di sei mesi dall’acquisto del terreno, quando alcuni vicini hanno bloccato l’unico ingresso dell’area: prima con un cancello e successivamente con del materiale edile di risulta. Tutto naturalmente in maniera abusiva senza tener conto di leggi e regolamenti. E’ così ormai da anni, terreno e villette rimangono inaccessibili, in attesa che la magistratura faccia chiarezza. L’erba alta ha ormai quasi superato le costruzioni. Ma da aprile scorso, ad aggravare la situazione, è il crollo di un muro di contenimento, che sta mettendo a rischio anche la statale amalfitana, che collega i vari centri della costiera. Sulla vicenda i vigili del fuoco hanno effettuato ben due relazioni tecniche chiedendo un intervento urgente di messa in sicurezza dell’area. Della questione sono stati informati anche il prefetto di Salerno e il sindaco di Positano.  E’ stato proprio quest’ultimo a richiedere ai proprietari, con un’ ordinanza sindacale ad hoc, di ripristinare il muro e mettere l’area in sicurezza. Ma a questo punto si è ripresentato nuovamente il problema: come entrare nel terreno? «La Societá Immobiliare Italiana srl ha chiesto l’intervento delle istituzioni locali ma purtroppo nessuno è intervenuto - spiega il legale della Societá Immobiliare, Candeloro Arpaia - i proprietari hanno cercato più di una volta di effettuare i lavori di messa in sicurezza, ma non è stato possibile accedere al terreno. Il Comune da un lato ha imposto la messa in sicurezza del sito a tutela della pubblica incolumitá, dall’altra ci ha negato la sua assistenza».

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di Vincenzo Rubano
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