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Gli investigatori ipotizzano un legame con il clan Pesacane

Custodiva equipaggiamento militare:consigliere nei guai


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Custodiva equipaggiamento militare:consigliere nei guai
26/01/2010, 12:01

POMPEI - Novità sul fronte dell’inchiesta dei carabinieri che nei giorni scorsi hanno rinvenuto e sequestrato all’interno di un’abitazione di Pompei,  un equipaggiamento da carabiniere: divisa, pettorina, fondina per pistola e tutti i vari accessori militari.
Il proprietario della casa in cui è stato scoperto il materiale, nascosto in uno zaino, è Carmine Cirillo, consigliere comunale della città che, interrogato dai militari, non ha però saputo fornire spiegazioni sulla provenienza del materiale ritrovato. L’uomo ha riferito di essersi accorto dello zaino soltanto nella notte tra venerdì e sabato, quando la figlia, rincasando ha notato la borsa nel sottoscala. La mattina dopo il blitz dei carabinieri che ha portato alla successiva denuncia del consigliere.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il ritrovamento potrebbe essere strettamente  collegato con gli arresti eccellenti della scorsa settimana. A finire in manette, Giuseppe Ranieri, 40enne latitante ed esponente di spicco del clan camorristico dei “Pesacane” operante a Boscoreale e altre cinque persone, tra cui Ferdinando Cirillo, fratello del consigliere comunale denunciato. Il giorno successivo agli arresti, i militari hanno sequestrato la sua carrozzeria all’interno della quale, al momento dell’arrivo dei carabinieri, sarebbe stato interrotto un summit di camorra. Tutti elementi che fanno pensare ad un possibile legame tra gli arrestati e il ritrovamento del materiale militare in casa del consigliere. A far propendere per questa ipotesi, anche il fatto che i due fratelli Cirillo abitano uno di fianco all’altro, in due villette adiacenti.
Saranno adesso le indagini a stabilire se questa pista al momento seguita dagli investigatori è quella giusta. Di certo un eventuale legame tra un consigliere e la criminalità organizzata getterebbe una nuova ombra sull’amministrazione comunale di Pompei. Solo qualche giorno fa, nella città mariana si è insediata la commissione d’accesso che, per 90 giorni, passerà al setaccio tutti gli atti della giunta del sindaco D’Alessio. Non è la prima volta che il comune di Pompei vive vicende simili. L’amministrazione comunale, in passato è stata più volte sciolta per infiltrazioni camorristiche

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di Elisa Scarfogliero
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