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Profumo: “Io, ministro del dialogo. Ma no alla violenza”

Da nord a sud, migliaia gli studenti scesi in piazza

Scuola e Cobas in protesta: scontri in diverse città

Da nord a sud, migliaia gli studenti scesi in piazza
17/11/2011, 18:11

ROMA – Da nord a sud sono circa 150.000 gli studenti scesi in piazza per una nuova giornata di protesta studentesca (in questa occasione le associazioni studentesche si sono date appuntamento insieme ai Cobas). “La crisi va pagata da chi l’ha provocata” è lo slogan che ha accompagnato i manifestanti in piazza, proprio nel giorno in cui il nuovo governo Monti chiede la fiducia al Senato. Neppure il tempo di ultimare la squadra del neonato esecutivo e le proteste della scuola, per la scuola, sono ricominciate con la stessa determinazione: “Per il diritto allo studio e il libero accesso ai saperi”. E chi è sceso in piazza, pur dicendosi felice per la fine del governo Berlusconi, ha ribadito che prima di cantare vittoria bisognerà vedere se il nuovo ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, abbia intenzione di prendere in dovuta considerazione le “priorità della scuola e del mondo dell’istruzione nel nostro Paese”. Ancora una volta, i manifestanti scesi in strada, in più di 60 città italiane, lo hanno fatto con un bagaglio di richieste ben precise da presentare al nuovo ministro e al nuovo governo: investire sull’istruzione, chiudere definitivamente l’era dei tagli indiscriminati e trasversali (che hanno distrutto le scuole e le università in questi anni) rimettere al centro il ruolo dei saperi, per costruire veramente una società basata sulla conoscenza. Intanto, in serata, è arrivata una prima risposta del ministro Profumo: “Voglio essere il ministro dell’ascolto e del dialogo. Ma, con la stessa decisione, voglio condannare nella maniera più ferma ogni violenza, a persone e cose. La forza delle proprie idee e proposte non può essere offuscata dalla violenza e dalla prevaricazione”.

LA MAPPA DELLE PROTESTE NELLE PRINCIPALI CITTA'
Non sono mancati diversi scontri e tafferugli, accompagnati da diversi feriti. Ma il bilancio di questa giornata di protesta è diverso da città a città:
Momenti di tensione e qualche carica si sono registrati durante il corteo a Milano. Obiettivo dei manifestanti sono state le vetrine delle banche, simbolo della crisi finanziaria, molte delle quali sono state imbrattate.
A Palermo un gruppo di giovani ha tentato di occupare la filiale di una banca. Sono migliaia gli studenti, medi e gli universitari che hanno partecipato alla manifestazione “Blocchiamo tutto day”, contro la crisi. Uova e fumogeni sono stati lanciati contro sedi di banche. Qui un senzatetto del quartiere Zen è rimasto ferito alla testa durante gli scontri tra la polizia e gli studenti.
Analogo ragionamento per Torino, con le tensione davanti alla sede della Banca d’Italia: il corteo ha messo in atto tre tentativi di sfondamento dei cordoni di polizia, posti a protezione di alcune vie in direzione delle sedi della Banca d’Italia e di Equitalia, lanciando all’indirizzo delle forze dell’ordine uova, petardi e oggetti contundenti.
A Roma il corteo si è svolto pacificamente ma, arrivati all’imbocco di corso Rinascimento, gli studenti hanno cominciato a lanciare uova contro le forze dell’ordine che impedivano l’accesso fin sotto il Senato. Dal megafono i ragazzi hanno scandito slogan contro un governo che, hanno sottolineato, “non ha la nostra fiducia”. Il corteo quindi, dopo aver raggiunto il Senato, ha imboccato corso Vittorio Emanuele per tornare verso l’università.

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di Antonio Formisano
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