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Giornali e Tv. L’attacco a chi critica l’azione del governo

Da Saviano alla Marcegaglia. Il Pdl folgora chi disapprova


Da Saviano alla Marcegaglia. Il Pdl folgora chi disapprova
24/01/2011, 18:01

L’articolo 21 della Costituzione italiana consacra il valore della libertà di espressione. Dando una rapida occhiata al testo di quella che da sempre è la legge fondamentale dello Stato italiano (lo statuto che ne stabilisce i fini, i principi e i diritti e doveri dei cittadini), si legge, proprio alla voce ‘articolo 21’, “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Bisognerebbe ricordarlo a chi, pur avendo fatto della libertà il proprio valore fondante, alla fine si dimostra il meno disposto a rispettare l’opinione altrui. Al Popolo delle libertà per esempio, partito che si edifica (quantomeno in apparenza) sul sacrosanto valore della libertà, al punto tale da inserire il termine anche nel nome con cui lo stesso partito si identifica. La libertà a cui si riferisce il partito di Silvio Berlusconi di sicuro non sembra essere la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero. Non del pensiero altrui almeno. E solo negli ultimi dieci giorni sono diversi gli episodi che spingono a pensarlo. Tutti gli ‘uomini del presidente del Consiglio’, infatti, hanno ripreso a folgorare chiunque abbia la malaugurata idea di controbattere, criticare o dichiarare il proprio dissenso all’operato del governo di centrodestra. Si potrebbe iniziare con Daniela Santanchè. O meglio, una donna sull’orlo di una crisi di nervi, che nella scorsa puntata di ‘Annozero’ ha messo a ferro e fuoco uno studio televisivo intero, criticando chi, tra gli ospiti presenti, osava dire la sua. Per essere ancora più precisi, chiunque osava esporre la propria idea che non fosse conforme al pensiero della stessa Santanchè e della sua coalizione politica. Come ci si comporta quando non si condividono le argomentazioni altrui? Da persone educate, non ci si limita solo ad interrompere continuamente l’interlocutore. Si fa di più. Ci si alza e si abbandona lo studio televisivo. È proprio ciò che ha fatto Daniela Santanchè, sottosegretaria del Pdl, che non contenta della pessima figura registrata ad ‘Annozero’, ha poi deciso di ripetere la sceneggiata anche il mattino seguente, abbandonando gli studi di Rai 3 e lasciando di stucco gli ospiti e il presentatore di ‘Agorà’. Ovviamente perché non condivideva ciò che gli altri ospiti della trasmissione, da lei additati come “corrotti e di sinistra” dicevano. Altro esempio di scuola è quello che vede protagonista lo scrittore – giornalista Roberto Saviano, folgorato per la sua decisione di dedicare la laurea honoris causa in giurisprudenza, consegnatagli dall’università di Genova, al pool di Milano che sta indagando sul Ruby-gate. Immediata la reazione di Marina Berlusconi, imprenditrice nonché figlia di Silvio Berlusconi, che ha criticato lo scrittore. Un’aspra polemica quella consumatasi tra Saviano e Marina Berlusconi che non passerà senza conseguenze. Anzi, la rottura tra l'autore di Gomorra e la sua casa editrice, quel gruppo Mondadori di cui la figlia del premier è presidente, sembra ormai l'ovvio risultato di un botta e risposta dai toni a dir poco accesi. E la vendetta per Saviano non si è fatta attendere più di tanto. Ancora una volta perché lo scrittore ha osato dire la sua in contrasto con l’azione di Berlusconi. Il caso più eclatante, però, è quello di Emma Marcegaglia. Domenica sera, sulla poltrona di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, il presidente di Confindustria sembra essere andato oltre nel giudicare “insufficiente” l’azione del governo da sei mesi a questa parte. È bastata questa semplice osservazione della Marcegaglia per esporla all’immediato attacco delle cosiddette “bocche di fuoco” del premier. Immediati, infatti, sono stati gli attacchi provenienti dal centrodestra, nel descriverla come “la maestrina dalla penna rossa” (viene da dire, ovviamente) che parla “per nascondere “il suo fallimento”. Bastano pochi esempi, i più recenti, per verificare come le macchine accusatorie, le bocche lanciarazzi, siano a lavoro, per demolire chiunque non si esprima secondo il pensiero unico berlusconiano.

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di Antonio Formisano
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