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Intervista della escort sul quotidiano Libero

D'Addario: "Mi hanno costretto ad incastrare Berlusconi"


D'Addario: 'Mi hanno costretto ad incastrare Berlusconi'
16/07/2011, 14:07

MILANO - Dopo oltre un anno di silenzio, torna al centro dell'attenzione Patrizia D'Addario, una delle prime escort a raccontare i giri di ragazze "facili" che allietavano le serate del Presidente del Consiglio a Roma o a Villa Certosa.
La D'Addario rilascia una intervista a Libero, in cui racconta che nulla di quello che ha raccontato in passato è vero. Riferisce che è stata costretta dal suo avvocato Maria Pia Vigilante a rilasciare le dichiarazioni che ha rilasciato; che è stata costretta - mediante forti pressioni psicologiche - a fare l'intervista al Corriere della Sera da cui partì tutto; che non ha mai preso soldi da Berlusconi ("MI ha pagato Tarantino; sono andata a letto col premier, ma non ho preso niente"), il quale anzi le aveva promesso di interessarsi di un suo progetto edile; parla di un tentativo di violenza subito da un Carabiniere (mai identificato); e così via.
Poi c'è stato il libro, scritto da lei insieme alla giornalista del Corriere Maddalena Tulanti, del quale la D'Addario riferisce che nottetempo le bozze venivano corrette a sua insaputa e del quale riferisce di non aver incassato neanche un centesimo. E conclude con una frase, che poi è il centro dell'intervista: "(Berlusconi) ha ragione quando afferma che certi magistrati lo perseguono ingiustamente e lo colpiscono nella vita per cancellarlo dalla vita politica".
La prima reazione a questa intervista è stata dell'avvocato Vigilante, che ha smentito le dichiarazioni rese dalla D'Addario, dicendo che lei si è limitata ad assisterla, come era suo dovere professionale. E poi ha aggiunto: "Pur dispiacendomi per la sua vita attraversata da brutti episodi è evidente che il comportamento della signora D'Addario mi obbliga, come le ho già comunicato telefonicamente, ad assumere ogni conseguenza sul piano del rapporto professionale, essendo venuto meno il rapporto fiduciario".

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di Antonio Rispoli
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