Cronaca / Sanità

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Zooprofilattico, virus endemico rischio ceppo greco

Dal 2008 ad oggi 48 casi di West Nile in Italia


Dal 2008 ad oggi 48 casi di West Nile in Italia
08/11/2011, 18:11

CERNOBBIO - La sua prima comparsa in Italia il virus della Febbre del Nilo occidentale (West Nile Disease) l'ha fatta nel 2008, ma sui cavalli. Dal 2008 invece ha iniziato a colpire l'uomo, portando in ospedale fino a oggi 48 persone complessivamente e per il futuro sembra profilarsi il pericolo di un ceppo virale greco molto patogeno. A presentare i dati è stata oggi Rossella Lelli, responsabile del Centro studi malattie esotiche dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo al forum sulla ricerca sanitaria a Cernobbio. Questa patologia viene veicolata dalla zanzara, tigre e non, che a sua volta la prende da uccelli infetti, tipicamente quelli che emigrano dall'Africa. «Gli unici animali a manifestare dei sintomi - spiega Lelli - sono, oltre gli uccelli, l'uomo e il cavallo, o con una forma simile all'influenza o neurologica. Fino al 1998 era assente dal nostro Paese». Poi si è iniziato con un focolaio in 4 province della Toscana solo nei cavalli, fino ad arrivare al 2008, quando l'uomo è stato colpito per la prima volta in Italia. «Le regioni colpite - ricorda - sono state Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con 9 casi. Negli anni successivi il virus si è ripresentato, sempre nelle stesse regioni, ma allargandosi anche ad altre, come Lazio, Molise, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna». In particolare nel 2009 sono stati 18 i casi di persone ospedalizzate per Wnd, 6 nel 2010 e 15 nel 2011, di cui 3 morte. «Visto l'andamento della malattia - aggiunge Lelli - crediamo che il virus rimanga in quei territori per poi ripartire l'anno successivo, aumentando la sua diffusione. Sta diventando in sostanza endemico». Tra l'altro nel 2011 il virus è comparso per la prima volta in Grecia con un ceppo particolarmente patogeno, «che ha colpito 101 persone, uccidendone 7 - conclude - E ad Ancona quest'anno abbiamo isolato in un uomo un ceppo virale molto più simile a quello greco che agli altri italiani».

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di Valerio Esca
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