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"Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà al reale?"

Dal blog Beppe Grillo reagisce ai giornali: "I due minuti d'odio"

Giuliano Ferrara: "Il patacca fa del vittimismo"

Dal blog Beppe Grillo reagisce ai giornali: 'I due minuti d'odio'
02/09/2012, 19:20

Beppe Grillo torna all'attacco. Lo fa come al solito dal suo blog con un post dal titolo 'I due minuti d'odio': "Il rito quotidiano dell'odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al Movimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente". La reazione scatta quando in edicola escono due quotidiani con titoli pesanti contro il comico genovese. 'L'Unità' titola "L'Aids e tutte le balle di Grillo", mentre 'Il Giornale' ritorna alle schermaglie tra Grillo e il segretario del Pd Bersani con il titolo "Quando Beppe Grillo era fascista", con tanto di foto tratta dalla pellicola del 1985 di Dino Risi "Scemo di guerra", in cui Grillo interpretava il sottotenente Lupi.
"Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo - scrive Grillo sul blog -, non discutono mai nel merito, ad esempio del programma del M5S, insultano, fomentano, con l'obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo?". Se lo domanda Grillo, così come se lo domanda anche Federica Fantozzi nell'articolo su 'L'Unità', quando riprende molte frasi del comico genovese, che hanno generato confusione tra i suoi sostenitori. Frasi forti contro scienziati e altri millantatori che avrebbero inventato di sana pianta Aids e cancro per vendere farmaci su farmaci. Insomma, Grillo esplode contro la stampa che lo tiene nel mirino. Si inizia a chiedere se non stessimo rivivendo uno scenario da anni di piombo: "Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L'informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere".

Dopo aver evocato gli anni più bui della storia italiana del dopoguerra, Grillo ritorna in sé e rinvia tutto agli onorevoli scranni. Passa da una citazione di Orwell, dal Grande Fratello mediatico al suo entusiasmo politico. E ribadisce con orgoglio la parternità del suo partito: "Contrariamente a quanto riportano oggi i giornali, il simbolo del Movimento 5 Stelle è registrato a mio nome e non della Casaleggio associati. Basterebbe una verifica per non fare figure di merda". Grillo si scaglia soprattutto contro l'esposto presentato presso l'Agcom da parte di Casaleggio e associati, che possiederebbe il simbolo del Movimento 5 Stelle, accusando Grillo di "pubblicità non trasparente".

Dalla rete parte la reazione di Grillo ai giornali e nella rete finiscono i commenti alle dichiarazioni del comico genovese. Dal suo profilo Twitter Giuliano Ferrara scrive: "Il patacca fa del vittimismo dopo aver insultato e istigato come un carciofino sott'odio. Saluti da un contenitore di m.... liquida". Il vicepresidente del Pdl Osvaldo Napoli invece denuncia: "Beppe Grillo usa un armamentario vecchio e francamente patetico per far parlare di sé. Grillo lancia quotidianamente minacce ben più sanguinose contro ogni essere vivente di qualsiasi specie, non solo politica. Non dovremo sorprenderci se fra poco Grillo riesumerà la categoria dei cattivi maestri per spiegare le critiche sacrosante contro il qualunquismo becero che lui alimenta con i suoi comportamenti deliranti. E' un teppistello di quartiere che solo la cecità della politica può elevare agli onori della cronaca". Il responsabile economia e lavoro del Pd Stefano Fassina sottolinea la distanza tra Grillo e la realtà italiana: "Anche oggi cerca in tutte le maniere di puntare i riflettori esclusivamente su se stesso. Parla di fantomatici complotti e si dimentica completamente di quali siano le vere emergenze nazionali".

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di Emanuele De Lucia
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