Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Dalla scalata al potere al crac, la parabola di Ligresti -video

E' scomparso all'età di 86 anni l'ex patron di Fonsai

.

Dalla scalata al potere al crac, la parabola di Ligresti -video
17/05/2018, 15:37

MILANO - Malato da tempo, si è spento al San Raffaele di Milano, Salvatore Ligresti.

E’ uscito di scena da sconfitto, a 86 anni, ed è un altro pezzo della storia italiana del capitalismo di relazione che se ne va.

“Salvatore Ligresti è stato un oscuro e misterioso scalatore del potere”, scrive il Fatto Quotidiano, poi il celebrato re del mattone, della Milano da bere, il solerte alleato di Mediobanca.

Protagonista indiscusso della Finanza negli anni in cui regnava Bettino Craxi, a cui era molto legato.

Gli ultimi anni, però, hanno visto il suo tramonto definitivo con la perdita di Fonsai, la compagnia assicurativa che aveva utilizzato – scrive il Corriere della Sera - “come serbatoio di liquidità e strumento di operazioni familiari”, passata quando oramai era al crac al gruppo Unipol.

Protagonista sia nel periodo di Tangentopoli sia negli ultimi anni, di numerose vicende giudiziarie, nel periodo d’oro era conosciuto come “Mr. 5%” perché aveva collezionato numerose partecipazioni in società quotate di Piazza Affari.

Ligresti era sì finanziere, assicuratore ma è stato innanzitutto un costruttore molto controverso, coinvolto in scandali giudiziari come quello delle “aree d’oro” negli anni Ottanta.

Il centro della sua attività è sempre stato Milano, dove si era trasferito alla fine degli anni Cinquanta.

Attraverso incastri tra le sue società del mattone e la compagnia Fonsai, Ligresti fu – a metà degli anni Duemila – il capofila di due mega-progetti, all’inizio forse non del tutto compresi e tacciati da molti come speculazione, che a sorpresa si sarebbero poi rivelati tra i motori della rinascita di Milano, ovvero Citylife, la riqualificazione dell’ex Fiera ed il quartiere di Porta Nuova-Garibaldi, identificato dall’iconica torre sede di Unicredit.

Naturalmente l’interesse diretto – e il conflitto d’interessi – di Ligresti c’era, eccome. A costruire era la Imco, la sua società immobiliare, forse l’unica che soffriva concorrenza e cristi, dato il committente d’eccezione: ovvero, la sua stessa compagnia.

Ma negli anni Ottanta altri cantieri di Ligresti avrebbero modificato in maniera significativa zone della periferia di Milano, andando però oltre i limiti dei piani regolatori   

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©