Cronaca / Curiosità

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E il parto diventa un “party”

Dare alla luce il proprio bambino in una galleria d’arte


Dare alla luce il proprio bambino in una galleria d’arte
27/10/2011, 12:10

La performer Marni Kotak, 36 anni newyorkese, ha dichiarato che il parto è la “più alta forma d’arte” ed ha consapevolmente scelto di dare alla luce il suo bambino nella galleria d’arte di Bushwick, a Brooklyn. Il piccolo Ajax, 4,2 Kg per 21 cm di lunghezza, è nato lo scorso martedì mattina alle 10,15 del mattino, di fronte ad una folla di fan e curiosi prenotatisi da giorni per assistere all’evento live. Da settimane tutto era stato predisposto in galleria per accogliere il nascituro: una confortante casa-parto presso la galleria con pareti blu oceano, immagini rasserenanti impresse sui cuscini, la sedia a dondolo per la futura nonna, il fasciatoio per il bimbo e ovviamente il letto su cui l’artista, nata a Norwood, nel Massachusetts, ha scelto di realizzare la sua ultima controversa performance: “The Birth of Baby X”. La famosa galleria d’arte Micoscope a New York si è dunque trasformata per l’occasione in una moderna sala travaglio dove Marni ha potuto interagire e confrontarsi con i diversi visitatori che, seduti su un tappeto, hanno conversato con lei in attesa delle prime contrazioni. Critiche feroci non si sono fatte attendere e in molti hanno condannato nella Kotak “l’incoraggiamento al voyeurismo” e alla spettacolarizzazione di un evento che si farebbe meglio a lasciare in una sfera rigorosamente privata. Alle contestazioni l’artista ha risposto esprimendo il suo punto di vista: “Si tratta invece di un ritorno alla realtà in un mondo ormai immerso in una vita più virtuale (facebook, twitter etc.) che vera. Parallelamente alle critiche, molti cybernanti, donne in special modo, hanno dimostrato di condividere idee e motivazioni di Marni, tanto da aver postato su you tube video fatti in casa relativi al momento del proprio parto. “Il mio intento era dimostrare che il parto non è assolutamente un intervento medico ad alto rischio”, afferma Nancy Salguiero, 32enne chiropratica di Ottawa, che ha deciso di condividere sulla blogosfera gli attimi che hanno preceduto la nascita del suo terzo maschietto, avvenuta in diretta su internet alle 3:18 del mattino di domenica 16 ottobre. Vien fatto di chiedersi: Marni e Nancy rappresentano la sintesi di un’era sfacciata ed esibizionista, in cui si da tutto in pasto ad un pubblico ingordo in fatto di indiscrezioni, o magari sono motivate da un altro intento? “Le donne vogliono cambiare la percezione del parto inteso solo come un doloroso incubo”, spiega Judy Norsigian, Fondatrice del gruppo di advocacy “Our Bodies, Ourselves” che ha pubblicato un libro che ritrae donne urlanti e completamente nude, dal momento del travaglio fino alla nascita. E ancora afferma: “Il parto è ancora uno dei tabù della nostra società; il nostro è un tentativo per riprenderci il controllo del nostro corpo”. Erica Lyon,psicologa newyorkese, dal canto suo afferma che: “Nel parto tradizionale di un tempo, un rito per pochi intimi, la puerpera si sentiva emotivamente protetta e sicura”.Che si possa essere più o meno favorevoli al “parto-party” ,che ciascuno debba più o meno lavorare su di sé per recuperare il concetto di intimità e riuscire a tracciare dei confini, il messaggio che i neogenitori hanno voluto comunicare al piccolo Ajax farà probabilmente balenare un sorriso sui nostri volti: “ Sei nato in questo spazio sacro, perché tu sei la nostra opera d’arte”.

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di Rosa Vetrone
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