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DDL Sicurezza: ridotti i poteri del Procuratore Antimafia


DDL Sicurezza: ridotti i poteri del Procuratore Antimafia
21/04/2009, 17:04

Continuano da parte della maggioranza gli emendamenti tesi a limitare l'attivita dei magistrati che non si possono tenere sotto controllo governativo. Questa volta è toccato al disegno di legge sulla sicurezza, in cui è stato modificato l'articolo 2 comma 2, in modo da bloccare l'attività del Procuratore Antimafia. Infatti, attualmente le competenze del Procuratore vengono definite dall'articolo 51 comma 3 bis del Codice di Procedura Penale. Ma questa legge modifica l'articolo 51, sostenendo che il Procuratore interviene solo in quei processi "avviati a seguito della proposta avanzata dai procuratori distrettuali". Detto in altri termini, il Procuratore Antimafia interviene solo dopo che il processo è arrivato in Tribunale; cioè quando non serve più a nulla.
Piero Grasso, che occupa questo ruolo, è stato sentito oggi in Commissione alla Camera, e durante la sua audizione ha detto: "Il nuovo disegno di legge in materia di sicurezza così come è stato riproposto azzera le funzioni di impulso e coordinamento che erano state date alla procura nazionale antimafia nel precedente decreto sulle misure di prevenzione.  Occorre un coordinamento su richieste e indagini che riguardano le misure di prevenzione antimafia perché sono tre gli organi che le possono proporre, e cioé: il direttore della Dia, il Questore e il procuratore distrettuale. Per questo motivo occorre un coordinamento per evitare sovrapposizioni su indagini patrimoniali o interferenze su indagini personali. Quindi sarebbe deleterio se la legge passasse così come è stata proposta".

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di Antonio Rispoli
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