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Il ministro dell'Interno:"E' peggio dell'indulto"

Ddl svuota carceri: aspro scontro tra Maroni ed Alfano


Ddl svuota carceri: aspro scontro tra Maroni ed Alfano
05/05/2010, 20:05

ROMA - Sembra incredibile ma è così: il ddl svuota carceri proposto e controfirmato da Angelino Alfano, è stato totalmente bocciato da Roberto Maroni che, dopo aver notato che il provvedimento avrebbe portato ai domiciliari circa 14.500 persone, non ha esitato a definire "peggio dell'indulto" la proposta avanzata dal proprio "collega".
Dal canto suo il ministro della Giustizia ha come prevedibile deciso di precisare il suo punto di vista, ricordando in una nota la "situazione d'emergenza" che sta vivendo l'intero sistema penitenziario italiano e la conseguente ed impellente necessità d'azione richiesta all'esecutivo. Proprio tale emergenza, però, potrebbe spingere il governo a scavalcare letteralmente il ddl fermo in Commissione Giustizia proponendo un nuovo decreto legge che possa valicare l'attuale situazione di "blocco". E così, domani, il ministro dell'Interno ed il Guardasigilli si incontreranno per discutere in maniere dettagliata dei provvedimenti da prendere.
L'unica cosa certa nel mare magnum dei ddl monchi, illogici e sgangherati e che, la proposta targata Alfano, naufragherà nel giro di poco per essere sostituita da provvedimenti che possano presentarsi come più sensati. Del resto, dopo Maroni, anche il vicecapo della polizia Francesco Cirillo aveva avenzato più di qualche dubbio riguardo il cosiddetto "svuota carceri; palesando serie perplessità riguardo il conseguente sovraccarico che le forze dell'ordine avrebbero dovuto patire per permettettuare l'attuazione della legge. Il tutto, ovviamente, senza contare le sicuramente non positive conseguenze che ci sarebbero state sull'opinione pubblica dato l'ennesimo "sconto di pena" concesso ai detenuti.
Critico ma in maniera più generalista anche il procuratore Antimafia Pietro Grasso che si è infatti limitato a parlare di "un problema politico" riferendosi allo scontro Maroni-Alfano.
Per Grasso, dunque, il compito di Berlusconi sarà quello di trovare una sintesi convergente che possa mitigare ed infine annullare le divergenze in seno alla maggioranza. Di sicuro, dato il periodo ed i precedenti, il lavoro del Premier non sarà affatto facile.

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di Germano Milite
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