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Le stranezze su due personaggi ed una indagine

De Magistris e Genchi a processo senza aver commesso reati


De Magistris e Genchi a processo senza aver commesso reati
23/01/2012, 15:01

La notizia è giunta sabato: Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Roma e il 27 aprile dovranno presentarsi davanti al Giudice. Per il reato di abuso d'ufficio. Peccato che in questo caso ci troviamo di fronte ad un Tribunale non competente, per un reato che non esiste e con prove che non esistono.
Ricapitoliamo un attimo i fatti. Come è noto, De Magistris ha lavorato per molti anni come Pm a Catanzaro. Durante una di queste indagini (la famosissima "Why Not") affida a Genchi - esperto in questo settore - il compito di verificare i tabulati di una serie di telefoni appartenenti ad indagati, per verificare chi telefonava frequentemente a chi. Ed è capitato che alcuni degli indagati avessero contatti (chi frequenti, chi sporadici) con politici di rilievo nazionale: Prodi, Mastella, Pisanu, Rutelli, Minniti, Gentile, Pittelli e Gozi. Secondo il Gip di Roma, De Magistris non poteva dare a Genchi l'incarico di valutare anche i numeri telefonici relativi a queste persone. A nulla è valsa una semplice obiezione: come si faceva a sapere che i numeri telefonici si riferivano a parlamentari? Per Genchi i numeri erano numeri, basta; gli interessava valutare quelli. L'ex Pubblico Ministero invece lo seppe, ma solo dopo aver fatto tutti i controlli e quindi aver chiesto alle compagnie telefoniche di chi erano quei telefoni. E spesso neanche allora, dato che ai politici spesso viene dato un telefono intestato a qualche ente pubblico: per esempio Mastella aveva un telefonino intestato al Dap, il Dipartimento amministrativo penitenziari. Come avrebbe potuto l'ex magistrato sapere a priori che lo usava Mastella?
Ora, già questo in condizioni normali esclude la punibilità: a meno che non si dimostra che De Magistris abbia il dono dell'onniscienza, come faceva a sapere che quelli erano telefoni di parlamentari? E se non lo sapeva, come ha fatto a commettere reato? Non basta. L'abuso d'ufficio nel 1997 venne modificato, con una legge bipartizan: è reato solo se c'è un guadagno patrimoniale. Dove si trova il guadagno patrimoniale di De Magistris e di Genchi? Il primo era un dipendente pubblico e quindi prendeva un tot al mese anche se stava a grattarsi la pancia; il secondo si è limitato ad eseguire le istruzioni del primo... Allora c'è stato almeno un danno patrimoniale a qualcuno? Secondo i Pm ed il Gip, il danno patrimoniale è quello di immagine ai parlamentari, dato che si è saputo che telefonavano a persone poco raccomandabili. Premesso che un Pm non può nascondere quello che scopre durante le indagini, se un parlamentare telefona ad una persona sotto indagine, la colpa è del Pm che lo scopre o del parlamentare che non si assicura di telefonare a persone perbene? Direi che la risposta è ovvia. Per di più, non sempre il telefonino era nelle mani di parlamentari: il telefono riconducibile a Pisanu, per esempio, era usato dalla moglie, che non è un parlamentare e quindi non è coperta da immunità.
Quindi, si fa un processo senza che ci sia un reato. Ma poi, De Magistris lavorava a Catanzaro. Perchè allora se ne occupa Roma? Secondo il Tribunale, per tre motivi: 1) perchè la parte offesa è l'intero Parlamento (e in questo caso l'udienza preliminare è nulla perchè non sono stati citati i presidenti di Camera e Senato per chiedere se intendono costituirsi parte civile); 2) perchè il primo dei tabulati relativi è arrivato da Wind che ha sede a Roma (ma sul Fatto Quotidiano fa presente che il primo è stato un tabulato Vodafone, che ha sede a Pozzuoli, in provincia di Napoli); 3) poichè nel caso di Genchi non si sa dove abbia lavorato sui tabulati e quindi dove abbia commesso il reato, secondo il Codice Penale la competenza tocca alla Procura che per prima ha aperto l'inchiesta. E qui arriviamo al lato più divertente della faccenda. L'inchiesta contro De Magistris e Genchi venne aperta effettivamente a Roma, dall'allora Pm Achille Toro. Il nome non ricorda niente? Si tratta di quel magistrato che si è dovuto dimettere, quando venne indagato per i suoi rapporti - non eccessivamente cristallini, visto che appunto è stato indagato - con la cosiddetta P4. Un magistrato che ha dimostrato sin dal primo momento i suoi pregiudizi contro Genchi. Basta ricordare che fece un'ordinanza di sequestro di tutto il materiale che Genchi usava per lavorare (anche quello non coinvolto nel reato; in pratica impedì al consulente informatico di lavorare per settimane) e che si rifiutò di consegnarglielo quando la Corte di Cassazione annullò il sequestro, in quanto illegittimo.
Insomma, ce ne sarebbe abbastanza da sollevare un bel po' di dubbi sulla vicenda. Adesso esaminiamo le prove. Quali sono? Prima ho scritto che non ne esistono, ma ho abbreviato forse un po' troppo. In realtà ci sono: gli atti dell'indagine Why Not. Tuttavia una prova di reato è tale quando c'è il reato; e abbiamo visto che il reato non c'è: sia perchè manca l'elemento soggettivo (De Magistris non sapeva che quei tabulati erano di parlamentari) sia perchè è dubbio - per usare un eufemismo - che ci sia stato un danno patrimoniale alle persone offese.
Poi sulla vicenda c'è tutto un contorno strano ed inquietante. Per esempio gli indizi, contenuti nell'indagine Why Not, sui rapporti a Catanzaro tra 'ndrangheta, politici locali e nazionali, grossi imprenditori, magistrati ed altri pubblici ufficiali e massoneria (indizi mai approfonditi perchè l'indagine venne tolta a De Magistris, episodio per cui a Salerno si sta celebrando un processo per l'illegalità commessa dall'allora Procuratore Capo di Catanzaro). Oppure il comportamento apertamente illegale della Procura di Catanzaro che, in occasione di una perquisizione ordinata dalla Procura di Salerno (per legge competente ad indagare su Catanzaro, mentre non è possibile il contrario), reagì con ordinanze di controsequstro palesemente illegali. O ancora il comportamento della stampa, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Csm che attaccarono la Procura di Salerno, rea solo di aver fatto il proprio dovere, e non quella di Catanzaro. E così via.
Naturalmente singolarmente sono tutti comportamenti legittimi. Anche Napolitano - nella sua qualità di Presidente del Csm - può tranquillamente prendere un abbaglio, per esempio; come il Csm. Può anche capitare che tutti i giornali italiani mettano questo servizio nelle mani di giornalisti (con pochissime eccezioni, tra cui Marco Travaglio) che non abbiano ben approfondito la vicenda e che quindi scrivano cose non del tutto esatte, parlando di "guerra di Procure", quando Salerno era legittimata ad indagare Catanzaro mentre non era vero il contrario. E' che mettendoli tutti insieme fanno venire in mente un quadro veramente poco simpatico. E che comprende anche la cacciata di Genchi dalla Polizia per motivi deciamente futili (era andato ad un convegno dell'Idv), la decisione del Csm di impedire a De Magistris di fare il Pm, ed ora il rinvio a giudizio per entrambi. Tutte coincidenze o c'è qualcosa sotto? E se sì, cosa?

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di Antonio Rispoli
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