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De Magistris: "Io indagato? Ridicolo"


De Magistris: 'Io indagato? Ridicolo'
19/03/2009, 09:03

Luigi De Magistris ha definito ridicola e grottesca la notizia che è indagato dalla Procura di Roma. Lo ha fatto questa mattina, intervenendo da Napoli nella trasmissione "Omnibus", in onda su La7. E ha dichiarato che adesso questa notizia servirà ad oscurare il fatto che lui si candida per le elezioni europee, come indipendente dell'Italia dei Valori. Inoltre ha previsto che queste indagini dureranno almeno 30 anni, visto che "contro di me sono stati aperti oltre 100 procedimenti, più di quelli aperti contro tutti i PM di Mani Pulite", ha concluso. "Anzi - ha ironizzato il magistrato - tra poco ipotizzeranno "un complotto tra me e Di Pietro, risalente ad ancora prima che entrassi in magistratura".
De Magistris è indagato dalla Procura di Roma, insieme ai magistrati di Catanzaro per diversi reati. Innanzitutto per concorso in abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Infatti, secondo la Procura romana, Luigi De Magistris ha reso più di 60 false deposizioni ai PM salernitani, che hanno messo sotto accusa i magistrati di Catanzaro per reati gravi - tra cui la corruzione in atti giudiziari - ispirando sia la falsa tesi di un complotto ai suoi danni sia il decreto di perquisizione degli atti delle inchieste "Why not" e "Poseidone", che i magistrati catanzaresi rifiutavano di consegnare - come è loro dovere - ai colleghi salernitani da molti mesi. E addirittura, la Procura capitolina si spinge ad avallare le parole dell'ex Procuratore Generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, quando afferma che l'azione di sequestro ordinata dalla Procura di Salerno ha prodotto "un danno devastante per l'intera Magistratura italiana e disdoro anche per quella, pur complessivamente sana, magistratura inquirente salernitana. Il sequestro dei pm di Salerno ha avvalorato, mediante l'inconferenza elefantiaca (1425 pagine) e sovrabbondante nelle motivazioni, la tesi del complotto istituzionale ai danni del dottor De Magistris, in forza all'asserito, illegittimamente ritenuto, dell'illecita avocazione del procedimento Why Not ed in forza ancora della presunta ritenuta illegittima conduzione dell'indagine ad opera dei pm di Catanzaro, funzionale invece, secondo il pensiero e le azioni criminose degli indagati (il procuratore Luigi Apicella e i suoi sostituti) ad insabbiare il processo ovvero a favorire tutti o più taluni degli oltre settanta indagati del procedimento Why Not".
Insomma, si salta a pie' pari il fatto che la Procura di Salerno ha trovato decine di testimonianze concordanti con le affermazioni di De Magistris; il fatto che i comportamenti dei magistrati catanzaresi siano stati illegittimi (non avevano alcuna competenza giuridica per controsequestrare le carte già sequestrate da Salerno); che il Tribunale della Libertà di Napoli abbia dato pienamente ragione ai PM di Salerno e quindi torto alla Procura di Catanzaro. Che siano dettagli?

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di Antonio Rispoli
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