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Procura di Taranto: “Impedito esercizio dell’azione penale”

Decreto salva-Ilva, Procura ricorre a Corte Costituzionale


Decreto salva-Ilva, Procura ricorre a Corte Costituzionale
27/12/2012, 20:49

TARANTO - La procura di Taranto ha inviato alla Corte Costituzionale un ricorso contro il decreto legge 207, il cosiddetto decreto “salva Ilva”, sollevando una questione di conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato. È quanto confermato dal procuratore della città pugliese, Franco Sebastio.
Il decreto legge, firmato lo scorso 3 dicembre dal presidente Napolitano, prevede “disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” con almeno 200 occupati, e consente all'Ilva di continuare la produzione e la commercializzare i prodotti finiti e semilavorati, anche prima dell'entrata in vigore del decreto legge, nonostante il sequestro giudiziario.
Secondo i magistrati, il governo, interferendo con l'indagine per disastro ambientale, culminata il 26 luglio scorso con il sequestro degli impianti dell'area a caldo firmato dal giudice delle indagini preliminari Patrizia Todisco,  ha impedito l'esercizio dell'azione penale. Con questo ricorso, non si esclude la possibilità di sollevare un’incostituzionalità sulle singole norme contenute nel testo, ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L'idea del ricorso era già stata presentata il 13 dicembre, nell'intervallo tra l'approvazione del decreto da parte della Camera e quello del Senato.

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di Erika Noschese
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