Cronaca / Sangue

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Gli inquirenti: la vittima era mediatore tra clan

Delitto Cappello, si rafforza l’ipotesi faida


Delitto Cappello, si rafforza l’ipotesi faida
16/02/2010, 12:02

NAPOLI – La dinamica non lasciava spazio ad altre interpretazioni. La morte di Luigi Cappello, raggiunto dai sicari sabato sera in un bar di Soccavo, in via Filippo Bottazzi, era stata decisa dai tribunali di camorra. Un omicidio che si inquadra nei tesissimi rapporti tra clan dell’area flegrea, negli equilibri labili tra i Grimaldi, ex padroni del quartiere, ed i Puccinelli, egemoni del narcotraffico tra i budelli del Rione Traiano. Le risultanze investigative stanno facendo chiarezza sull’episodio, e la realtà che ne emerge assomiglia ad una dichiarazione di guerra tra due clan. L’apertura di una nuova faida, in cui sfociano vecchi contrasti e bramosie di potere mai sopite.

La riapertura delle ostilità sarebbe dovuta alle mire espansionistiche del clan Grimaldi, che avrebbe deciso di estendere i propri traffici anche nel feudo del Rione Traiano, territorio del clan Puccinelli, investendo nel narcotraffico. Nella stessa zona, nel 2007, ci fu una sanguinosa faida che vide contrapposte le due fazioni che costituiscono i Puccinelli: i Cutolo, di Salvatore Cutolo, e gli ‘scissionisti’ di Davide Leone. La faida si concluse con l’arresto dei due boss e con il rafforzamento dei Cutolo, oramai gruppo predominante del cosiddetto “superclan” dei Puccinelli, ed egemone. Con il declino dei Grimaldi, il potere dei Puccinelli-Cutolo è cresciuto fino a ritagliarsi un posto di riguardo nella scacchiera criminale della zona.

Luigi Cappello, ritenuto affiliato ai Grimaldi ed arrestato insieme ad altri gregari in un blitz del 2007, secondo gli inquirenti potrebbe essere stato l’uomo chiave nelle trattative tra i gruppi criminali. Una serie di messaggi che si sono avvicendati nei mesi scorsi, come la sventagliata di mitra davanti all’abitazione dell’attuale reggente dei Grimaldi. Secondo questa ipotesi, l’uccisione del mediatore costituirebbe, così come fu per la faida del 2007, la dichiarazione di guerra che apre ufficialmente le ostilità.

Altra ipotesi, sempre al vaglio degli inquirenti, quella dell’epurazione interna. Pare infatti che Cappello non avesse mostrato sorpresa quando fu chiamato per nome dal sicario, sabato sera. Un segno che mostrerebbe che i due si conoscevano e che l’uomo ritenesse di non avere nulla da temere. Sarebbe stato invece punito, sempre secondo una delle ipotesi investigativa, per mire espansionistiche personali che l’avrebbero portato a mettere da parte anche altri elementi di rilievo del clan Grimaldi. Ma anche su questo punto le ipotesi sono discordanti. Si ipotizza infatti che i due non si conoscessero affatto, e che il killer avesse chiamato per nome la vittima per evitare di sbagliare persona. Chiaramente, a poche ore dall’omicidio, resta ancora tutto da scrivere.

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di Nico Falco
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