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“Il colpevole si costituisca, è stato un atto bestiale”

Delitto di Albanella, ecco l’appello del parroco


Delitto di Albanella, ecco l’appello del parroco
04/01/2012, 18:01

ALBANELLA – Nel primo pomeriggio del 2 gennaio, Armando Tomasino, 56 anni, e la sua compagna Maria Francesca Lamberti, 51, sono stati massacrati nella loro casa.  Sono oltre 60 i fendenti inferti ferocemente sui corpi e refertati dal medico legale, Giovanni Zotti, incaricato dalla procura di Salerno di compiere l'autopsia sui cadaveri. A scoprire la coppia è stato il figlio 19enne della donna rientrato lunedì, a tarda sera, nel deposito trasformato in abitazione alla periferia del paesino cilentano, in località Fravita. Il corpo della madre era riverso a terra, all'ingresso dell'edificio, mentre quello dell'uomo si trovava nel cortile.
Comunità sotto choc per questo macabro delitto, cittadini ancora increduli per questo delitto così  violento che ha distrutto la vita di queste due persone, da poco conviventi.
“Non c’è motivo al mondo - commenta padre Antonio Russo - che possa giustificare un gesto così disumano e bestiale. Invito chi ha commesso questo terribile delitto a pentirsi e costituirsi. In questo modo, compirebbe un gesto di dignità dimostrando la volontà di redimersi per l’atto compiuto”.
Una ferocia inaudita, quella messa in atto dall’aggressore, dai particolari agghiaccianti che hanno funestato a lutto una comunità solitamente tranquilla e lontana da simili fatti di sangue. “La gente è davvero sconvolta - conclude padre Antonio - è stata colpita nel profondo da chi non ha tenuto conto del vero valore della vita. Qualsiasi situazione di contrasto può essere risolta. Non si può scippare in questo modo la vita di due persone”.
Dure le parole del parroco che da ieri sta facendo il giro di tutta la cittadina ancora incredula per l’accaduto: “Questi omicidi hanno arrecato un dolore fortissimo a tutta la cittadinanza - conferma Pasquale Mirarchi, noto imprenditore del luogo - . E’ una tragedia troppo grande, che qui non doveva succedere”.
Mobilitati anche i servizi sociali, incaricati di occuparsi del figlio 12enne della coppia , che dovrà essere seguito dagli operatori per riuscire in qualche modo a superare questa terribile tragedia. Da quanto si è appreso, al momento dell’omicidio, il 12enne si trovava nella casa in cui Maria Francesca Lamberti si era trasferita da poco con il compagno. Sarà proprio l’adolescente colui che avrà più bisogno di essere sostenuto, considerate anche le difficoltà vissute fino ad oggi per una vita tutt’altro che facile, passato da un posto all’altro dopo la separazione dei suoi genitori.
“Faremo il possibile - assicura un’operatrice dei servizi sociali - per stargli vicino ed assisterlo in questa fase così drammatica per dargli la forza di superare questo momento”. Non sarà facile per lui superare questa tragedia, che rischia di sconvolgergli la vita, facendogli perdere il sostegno più grande quello della madre. A dargli forza dovrà essere anche il fratello più grande, solo insieme forse potranno superare le difficoltà.

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di Erika Noschese
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