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Raniero Busco attacca gli investigatori

Delitto di via Poma, Busco: “Killer di Simonetta? Non chiedetelo a me”


Delitto di via Poma, Busco: “Killer di Simonetta? Non chiedetelo a me”
27/02/2014, 19:12

"Per me inizia una nuova vita. Non ho nulla da dire alla famiglia di Simonetta". Sono queste le prime parole di Raniero Busco da uomo libero, dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato dunque la sua assoluzione nel processo di via Poma. "Ricomincio a vivere - ha detto - è finito un incubo. Pensavo di averci fatto il callo e invece ieri è stata un'emozione molto forte. E per fortuna è andato tutto bene".

Sul colpevole "bisogna chiedere a chi ha fatto le indagini. Io sono innocente, l'ho sempre ripetuto. Ringrazio mia moglie, la mia famiglia e tutti quelli che mi sono stati vicino", afferma ancora Busco poche ore dopo la sentenza definitiva emessa dalla Cassazione.

Anche Roberta, moglie di Raniero Busco, ha commentato la sentenza della Cassazione: "Sono stati sette anni passati in maniera incredibile. Tra trepidazione e colpi di scena. Ringraziamo le persone che ci sono state vicine, compresi i nostri avvocati. Questa storia poteva capitare a chiunque".

"E' stata persa un'opportunità per approfondire, con una nuova e più incisiva perizia, la questione del morso e per dimostrare che non si lascia nulla al caso". Sono le dichiarazioni di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta che non nasconde la propria delusione, espressa attraverso il proprio legale, Federica Mondani: "Nell'ordinamento giudiziario esiste il processo indiziario, ma spesso gli indizi vengono sottovalutati".

Un assoluzione quella di Busco commentata anche dal procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli:  In presenza di "dubbi e perplessità" e "nel rispetto di tutte le opinioni, sembra corretto in linea generale più assolvere un colpevole che condannare un innocente". 

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di Erika Noschese
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