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Confermati quattro dei sei ergastoli

Delitto Garofalo, confermato ergastolo per Cosco


Delitto Garofalo, confermato ergastolo per Cosco
29/05/2013, 20:59

Si può finalmente scrivere la parola fine all’omicidio di Lea Garofalo. Oggi, infatti, la corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato quattro dei sei ergastoli inflitti in primo grado. Ergastolo confermato per l’ex compagno della vittima, Carlo Cosco mentre uno è stato assolto e un pentito è stato condannato a 25 anni.
Confermato l’ergastolo anche al fratello di Carlo, Vito Cosco, a Rosario Curcio e  Massimo Sabatino. Per quest'ultimo il sostituto Pg Marcello Tatangelo aveva chiesto l'assoluzione, anche sulla base delle dichiarazioni del pentito Carmine Venturino che lo aveva scagionato. Nei suoi verbali dello scorso luglio, dopo la sentenza di primo grado, il pentito aveva scagionato anche Giuseppe Cosco e per lui oggi i giudici hanno dichiarato l'assoluzione "per non aver commesso il fatto".
Il pentito Venturino, condannato in primo grado all’ergastolo, è invece stato condannato a 25 anni di reclusione, riconoscendogli le attenuanti generiche ma non l'attenuante speciale della collaborazione, che non era stata chiesta neanche dal sostituto Pg.
La Corte, inoltre, ha stabilito un risarcimento per le parti civili: 200mila euro di provvisionale per Denise, la figlia di Lea, 50mila euro alla madre e alla sorella della donna uccisa, e 25mila euro al Comune di Milano.
Lea Garofalo è stata uccisa a Milano il 24 novembre del 2009, dopo aver raccontato agli inquirenti calabresi di una faida di 'Ndrangheta. Il corpo della donna fu bruciato in un magazzino a Monza e, nel processo di primo grado, l'ipotesi era che la donna fosse stata sciolta nell'acido, ma il pentito ha poi raccontato che  il cadavere venne bruciato e ha aiutato gli inquirenti anche a ritrovare i pochi resti in un tombino.

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di Erika Noschese
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